Per ogni umbro 11 euro all’anno di antibiotici

La regione registra un consumo inferiore ai 16 euro nazionali, ma il dato è in crescita rispetto al 2023: al centro del dibattito l'approccio One Health e il contrasto all'antimicrobico-resistenza

La spesa pro-capite per antibiotici ad uso sistemico in Umbria si è attestata a 11 euro nel 2024, in aumento rispetto all’anno precedente ma ancora al di sotto della media nazionale di 16 euro. Il dato è emerso nel corso del seminario “Contrasto all’antimicrobico resistenza e all’appropriatezza dell’uso degli antibiotici in un’ottica One Health”, organizzato a Villa Umbra dalla direzione Salute e welfare della Regione Umbria nell’ambito del Piano unico di formazione in sanità 2026, in collaborazione con la Scuola umbra di amministrazione pubblica.

Il quadro nazionale: 49 dosi giornaliere ogni mille abitanti

A fornire la cornice di riferimento sono i dati dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA): nel 2024, il consumo totale di antibiotici sistemici e non sistemici in Italia — tra uso territoriale e ospedaliero — ha raggiunto le 49 dosi giornaliere per mille abitanti, per una spesa complessiva di 1.501,4 milioni di euro. Una cifra che dà la misura della dimensione strutturale del fenomeno a livello di sistema sanitario nazionale.

Particolarmente rilevante è la distribuzione dei consumi: circa il 90% degli antibiotici a carico del Servizio Sanitario Nazionale viene erogato in regime di assistenza convenzionata. Ancora più significativo il dato sulla diffusione delle prescrizioni: quasi quattro cittadini su dieci hanno ricevuto almeno una prescrizione antibiotica nel corso dell’anno.

One Health: salute umana, animale e ambientale come sistema unico

Il seminario ha affrontato tre direttrici principali: promuovere un uso più appropriato degli antibiotici, integrare i dati di monitoraggio sul consumo in chiave One Health e contrastare la diffusione dell’antimicrobico-resistenza nei settori della salute umana, animale e ambientale.

L’approccio One Health rappresenta il paradigma interpretativo al centro del dibattito scientifico e istituzionale: la resistenza agli antibiotici non è un fenomeno circoscritto alla medicina umana, ma si sviluppa e si propaga attraverso l’interazione tra ecosistemi diversi, rendendo indispensabile una strategia integrata e trasversale.

Ad aprire i lavori è stato Salvatore Macrì, dirigente del servizio prevenzione, sanità veterinaria e sicurezza alimentare della Regione Umbria: «L’incontro di oggi non rappresenta soltanto un momento di aggiornamento scientifico, ma si configura come un passaggio importante delle strategie di contrasto all’antimicrobico-resistenza della nostra Regione».

Redazione

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