Fine vita in Umbria, il PLD: «Felici per legge, libertà di scelta è diritto inalienabile»

Il Partito Liberaldemocratico accoglie con favore l'approvazione della legge “Liberi Subito”, ricorda l'impegno nella raccolta firme promossa dall'Associazione Luca Coscioni e chiede alle aziende sanitarie di istituire rapidamente le commissioni per la verifica dei requisiti.

Il Partito Liberaldemocratico dell’Umbria esprime soddisfazione per l’approvazione della legge regionale “Liberi Subito” sul fine vita medicalmente assistito, votata dal Consiglio regionale dell’Umbria. In una nota, il PLD sottolinea il valore del provvedimento, nato da una proposta di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni e legata alla testimonianza di Laura Santi. Il partito, che ha partecipato alla raccolta delle firme a sostegno della legge, considera il voto dell’Assemblea legislativa un passaggio importante per il riconoscimento della libertà individuale. L’attenzione si sposta ora sull’attuazione delle disposizioni: il PLD chiede alle due aziende sanitarie umbre di procedere quanto prima alla costituzione delle commissioni multidisciplinari incaricate di verificare i requisiti per l’accesso al percorso previsto dalla normativa.

Il PLD Umbria rivendica il sostegno alla legge “Liberi Subito”

La presa di posizione del Partito Liberaldemocratico arriva dopo il via libera del Consiglio regionale alla proposta di legge di iniziativa popolare che disciplina gli aspetti organizzativi dell’accesso al suicidio medicalmente assistito.

Il provvedimento fa riferimento ai criteri individuati dalla Corte costituzionale nelle pronunce del 2019 e del 2024, che hanno definito il quadro giuridico entro il quale può essere valutata la richiesta di una persona di accedere a questa possibilità.

Il PLD Umbria ricorda di aver sostenuto la proposta fin dalla fase della raccolta firme, contribuendo alla mobilitazione promossa dall’Associazione Luca Coscioni.

Al centro di quel percorso c’è stata anche la vicenda di Laura Santi, la cui testimonianza ha avuto un ruolo significativo nel dibattito pubblico e politico regionale sul fine vita.

Per i liberaldemocratici, l’approvazione della legge rappresenta il risultato di un’iniziativa che ha coinvolto cittadini, associazioni e forze politiche con sensibilità differenti.

Il partito evidenzia in particolare come il tema non debba essere ricondotto a una contrapposizione ideologica, ma affrontato nell’ambito della tutela dei diritti individuali.

«Non è una battaglia ideologica, ma di civiltà»

Nella nota, il PLD insiste sul carattere trasversale della questione, richiamando le esperienze delle altre Regioni che hanno già affrontato il tema.

«Come PLD abbiamo sempre sostenuto che questa non è una battaglia ideologica ma di civiltà», afferma il partito, collegando questa valutazione alla diversa appartenenza politica delle amministrazioni regionali che hanno sostenuto provvedimenti sul fine vita.

Secondo i liberaldemocratici, il confronto dovrebbe concentrarsi sulla possibilità di rendere concretamente esercitabili le scelte individuali nei casi previsti dall’ordinamento, senza trasformare la questione in uno scontro tra schieramenti.

L’approvazione di “Liberi Subito” viene quindi interpretata come un riconoscimento della necessità di definire procedure e responsabilità nell’ambito del sistema sanitario regionale.

Il PLD sottolinea che il rispetto della persona deve comprendere anche la considerazione delle sue volontà, soprattutto quando si trova in condizioni di particolare sofferenza e vulnerabilità.

Il richiamo a Laura Santi e al valore della libertà individuale

Un passaggio centrale della nota riguarda il rapporto tra il valore della vita e il diritto all’autodeterminazione.

Il Partito Liberaldemocratico richiama le considerazioni espresse dalla presidente della Regione sul rispetto dovuto a ogni esistenza, comprese quelle segnate da condizioni di malattia particolarmente gravi.

Su questo punto il PLD sviluppa una propria riflessione politica, sostenendo che il rispetto debba tradursi anche nella possibilità di riconoscere giuridicamente la volontà della persona.

«Rispetto significhi anche dare valore giuridico e concreto alla volontà e alla libertà individuale anche e soprattutto in quei momenti e in quelle condizioni», si legge nella nota.

Il riferimento alla storia di Laura Santi assume così un significato che va oltre l’iter legislativo. Per il partito, la sua testimonianza ha contribuito a rendere visibile la questione dell’autodeterminazione nelle situazioni di malattia e a portarla all’attenzione delle istituzioni regionali.

I liberaldemocratici affrontano inoltre il tema dei valori etici, sostenendo che questi mantengano il loro significato soltanto quando derivano da decisioni personali e non da obblighi imposti ad altri.

«Scegliere come vivere e, nei limiti di legge, come morire»

Il documento del Partito Liberaldemocratico collega il tema del fine vita a una concezione più ampia dei diritti civili.

«La libertà di scegliere come vivere, chi amare e, nei limiti previsti dalla legge, anche come morire sono un diritto inalienabile», afferma il PLD Umbria.

Il partito considera l’autodeterminazione un principio che deve trovare applicazione anche nelle fasi più delicate dell’esistenza, quando le condizioni di salute rendono particolarmente complessa l’assunzione di decisioni personali.

Nella lettura dei liberaldemocratici, il progresso dei diritti passa attraverso il riconoscimento di spazi di libertà individuale, sempre all’interno delle condizioni definite dalla legge.

La posizione non riguarda quindi un accesso indiscriminato al fine vita medicalmente assistito, ma la possibilità di rendere operative le procedure nei casi che rientrano nei requisiti individuati dalla giurisprudenza costituzionale.

Commissioni multidisciplinari, la richiesta alle aziende sanitarie umbre

Dopo il voto favorevole del Consiglio regionale, il PLD richiama l’attenzione sulla fase applicativa della normativa.

Il partito chiede alle due aziende sanitarie dell’Umbria di attivarsi rapidamente per istituire le commissioni multidisciplinari permanenti previste per la verifica delle condizioni di accesso al fine vita medicalmente assistito.

Si tratta degli organismi chiamati a esaminare le richieste e ad accertare la sussistenza dei requisiti stabiliti dal quadro normativo e giurisprudenziale.

«Il nostro auspicio è che le due aziende sanitarie dell’Umbria diano corso quanto prima all’istituzione delle rispettive commissioni multidisciplinari permanenti», sottolinea il Partito Liberaldemocratico.

Redazione

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