Per tutto il pomeriggio di sabato, decine di studenti delle scuole di Perugia si sono radunati attorno alla Fontana Maggiore, in piazza IV Novembre, per una manifestazione pacifica dedicata ai problemi della scuola e al costo della vita. Il presidio è stato interamente auto-organizzato dai ragazzi, che hanno portato in centro cartelloni con slogan contro l’indifferenza e contro l’aumento dei prezzi. Alla base della mobilitazione ci sono cattedre vacanti, edifici scolastici in cattivo stato e l’emergenza temperature negli istituti, oltre al malcontento per i rincari quotidiani.
Gli slogan sui cartelloni
Sui cartelloni affissi sulla Fontana Maggiore si leggevano frasi come “L’indifferenza è il veleno della società” e “se il prezzo sale, la vita fa male”. A mano a mano che gli studenti arrivavano, la piazza si è riempita di cori contro il caro vita, canti, balli e testimonianze dei partecipanti. Il presidio si è svolto senza tensioni.
Una mobilitazione nata dal passaparola
L’iniziativa è partita dal passaparola sui social network e nei gruppi WhatsApp. Il più numeroso conta circa 500 iscritti. Non c’è stata quindi un’organizzazione tradizionale: la protesta si è costruita nello scambio di messaggi tra i ragazzi di diversi istituti cittadini.
Le ragioni della protesta
Le motivazioni sono più d’una. Ai disagi della scuola, cioè cattedre vacanti, strutture che “cadono a pezzi” e temperature difficili da sopportare in aula, si aggiunge il malcontento per l’aumento delle spese quotidiane: carburanti, spesa alimentare, bollette di luce e gas. Pesa inoltre il contesto di precarietà che coinvolge soprattutto le nuove generazioni. La protesta parte dunque dalla realtà locale, ma si intreccia con le mobilitazioni nazionali contro il carovita. La richiesta è chiara: maggiore attenzione per il mondo della scuola.
Le parole degli studenti
I giovani hanno spiegato il senso dell’iniziativa: “È una manifestazione partita da tutte le scuole di Perugia per ribellarci e denunciare la cattiva organizzazione presente all’interno degli istituti”. E hanno aggiunto: “Non manifestiamo perché va di moda. Si tratta di problemi collettivi e, dato che tutti si stanno mobilitando per le stesse ragioni, vogliamo fare la nostra parte. Non possiamo rimanere in silenzio e subire: vogliamo una scuola migliore anche per le generazioni future. Vogliamo essere portatori della parola per chi non riesce a farsi sentire”.
Il sostegno della sindaca Vittoria Ferdinandi
Al presidio ha portato il proprio sostegno la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi. La prima cittadina ha dichiarato: “Penso che sia fondamentale che i ragazzi si riappropriano di spazi e parola nelle nostre piazze e nelle nostre strade, soprattutto quando lo fanno per ragioni validissime e in modo pacifico”.
Ferdinandi ha poi proseguito: “Questa generazione sta scontando molti degli errori commessi da chi l’ha preceduta. Per questo, quando parlano di diritto allo studio, di diritto all’abitare e di carovita, pongono questioni centrali che le istituzioni hanno il dovere di ascoltare. Noi siamo a loro disposizione. Le città che governiamo sono l’eredità dei nostri padri, ma soprattutto un bene che dobbiamo custodire per chi viene dopo di noi. Le porte di Palazzo dei Priori per loro saranno sempre aperte”.
Il prossimo appuntamento: il corteo di mercoledì
Gli studenti hanno annunciato che la protesta continuerà mercoledì con un corteo organizzato dai rappresentanti degli studenti degli istituti cittadini. Le iniziative, hanno precisato, sono “giornate costruite e organizzate da noi studenti, perché ora tocca a noi far sentire la nostra voce”.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.