Liste d’attesa, alla Usl Umbria 1 oltre 12mila prestazioni in più e richieste in calo del 42%

Nei primi nove mesi del 2026 l'Usl Umbria 1 ha effettuato oltre 239mila visite ed esami, con un aumento del 5,5% rispetto al 2025. Scendono anche le richieste fuori tempo massimo, diminuite del 72,5%. Restano criticità per alcune prestazioni.

L’Usl Umbria 1 ha aumentato del 5,5% le prestazioni sanitarie nei primi nove mesi del 2026, arrivando a 239.042 tra prime visite specialistiche ed esami diagnostici, 12.418 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Parallelamente, le richieste presenti nei Percorsi di tutela sono diminuite del 42%, mentre quelle che hanno superato i tempi massimi previsti sono scese del 72,5%. I dati, diffusi in occasione dell’aggiornamento Agenas sulle liste d’attesa al 30 settembre 2026, fotografano i risultati della riorganizzazione avviata dall’azienda sanitaria negli ospedali, nelle Case della Comunità e nei poliambulatori del territorio, con l’obiettivo di aumentare le disponibilità e ridurre i tempi di accesso alle cure.

Liste d’attesa, 18mila richieste in meno nei Percorsi di tutela

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda i Percorsi di tutela (Pdt), il sistema attraverso il quale l’Usl Umbria 1 prende in carico i cittadini quando non è possibile prenotare una prestazione entro i tempi previsti attraverso i canali ordinari.

Le richieste presenti in questi percorsi sono passate dalle circa 42.500 del 20 giugno 2025 alle 24.500 dell’ultima rilevazione aziendale. Una diminuzione di 18mila richieste, pari a circa il 42%.

Il calo è ancora più evidente per le prestazioni che hanno superato il tempo massimo stabilito dalla classe di priorità. Nel giugno 2025 erano circa 20mila, mentre nell’ultima rilevazione risultano 5.500, con una riduzione del 72,5%.

Anche la loro incidenza sul totale delle richieste nei Percorsi di tutela è diminuita, passando dal 47% al 22%. Delle 5.500 prestazioni ancora oltre i termini, il 48% appartiene alla categoria delle prestazioni traccianti, quelle utilizzate per monitorare l’andamento delle liste d’attesa.

Il sistema dei Pdt permette di mantenere sotto osservazione anche le richieste che non trovano subito una disponibilità. Il paziente resta così in carico all’azienda sanitaria, che può monitorare le prestazioni ancora da programmare e individuare gli ambiti nei quali intervenire.

Crescono Tac, ecografie e colonscopie

L’incremento dell’attività sanitaria riguarda soprattutto alcuni esami diagnostici. Tra gennaio e settembre 2026 l’Usl Umbria 1 ha effettuato 125.967 prestazioni diagnostiche, il 6,3% in più rispetto al corrispondente periodo del 2025.

Particolarmente consistente l’aumento delle ecografie e degli ecocolordoppler, cresciuti del 14,4%, con oltre 7.100 esami aggiuntivi. Rispetto al 2024 l’incremento raggiunge il 18%.

Le ecografie dell’addome completo sono passate da 10.021 a 13.288. Sono aumentate anche le ecografie muscolo-tendinee, con una crescita del 50%, gli ecocolordoppler degli arti inferiori (+44%) e gli ecocardiogrammi (+13%).

Per quanto riguarda gli altri accertamenti, le Tac sono cresciute del 19% rispetto al 2025 e del 21% rispetto al 2024. Le endoscopie digestive hanno registrato un incremento del 16% su base annua e del 28% nel confronto con due anni fa.

Tra queste, le colonscopie sono passate da 3.541 a 4.198 nei primi nove mesi dell’anno. Un aumento che interessa una delle prestazioni per le quali il monitoraggio nazionale continua a segnalare difficoltà nel rispetto dei tempi di accesso.

Quasi 5mila prime visite specialistiche aggiuntive

Anche sul fronte delle visite specialistiche l’attività è cresciuta. Nei primi nove mesi del 2026 ne sono state effettuate 113.075, quasi 5mila in più rispetto al 2025, con un incremento del 4,5%.

Le variazioni maggiori riguardano gastroenterologia, con il 45% di visite in più, pneumologia (+38%) e neurologia (+32%).

In dermatologia l’aumento è stato del 17%, corrispondente a oltre 2.100 visite aggiuntive. Oculistica ed endocrinologia hanno registrato entrambe una crescita dell’8%.

Considerando l’intero volume delle prestazioni traccianti, il confronto con il 2024 evidenzia un incremento del 9,2%, equivalente a oltre 20mila prestazioni aggiuntive. Le prime visite specialistiche, nello stesso arco temporale, sono cresciute del 12,4%, con quasi 12.500 appuntamenti in più.

L’aumento dell’attività ha interessato tutti e tre i trimestri del 2026 rispetto ai corrispondenti periodi dell’anno precedente. Per gli esami diagnostici la crescita è stata registrata in ciascuno dei nove mesi esaminati.

Prestazioni urgenti, aumentano le risposte entro dieci giorni

Un altro dato riguarda le prescrizioni in classe B, che prevedono un tempo massimo di attesa di dieci giorni.

Le prestazioni erogate per questa categoria sono passate da 87.520 a 94.871, con una crescita dell’8,4% rispetto al 2025.

L’aumento ha interessato soprattutto le visite specialistiche, cresciute del 13%, mentre gli esami diagnostici hanno registrato un incremento del 6,2%.

Il confronto con il 2024, quando le prestazioni in classe B erano state 83.163, mostra oltre 11.700 prestazioni aggiuntive, pari al 14,1%.

L’incremento delle prestazioni destinate alle priorità brevi rappresenta un ampliamento dell’offerta sanitaria, ma non coincide automaticamente con il rispetto dei tempi per tutte le richieste. Per valutare quest’ultimo aspetto occorre infatti verificare anche quanto tempo trascorre tra la prescrizione e l’effettiva erogazione dell’esame o della visita.

Agenas, l’Umbria tra le regioni con meno prescrizioni in classe P

Il bollettino Agenas sulle liste d’attesa, aggiornato al 30 settembre 2026, segnala a livello nazionale un aumento delle prenotazioni e un miglioramento nel rispetto dei tempi previsti, pur evidenziando differenze territoriali e criticità ancora presenti.

Per l’Umbria emerge una quota contenuta di prescrizioni in classe P, quella programmabile, un risultato collegato al lavoro svolto dalla Regione e dall’Usl Umbria 1 sull’appropriatezza prescrittiva.

Secondo i dati richiamati dall’azienda sanitaria, l’Umbria si colloca tra le regioni con i risultati migliori sotto questo profilo, insieme a Toscana, Piemonte ed Emilia-Romagna.

La distribuzione delle prescrizioni tra le diverse classi di priorità è un elemento importante per interpretare i dati sulle attese. Territori con una diversa composizione delle richieste possono infatti presentare risultati difficilmente confrontabili senza considerare il livello di urgenza attribuito alle prestazioni.

Nuove apparecchiature e personale per ridurre le attese

La riorganizzazione dell’Usl Umbria 1 comprende interventi sulle attrezzature, sul personale e sulla gestione delle prenotazioni.

Tra le misure previste figurano l’introduzione di nuove apparecchiature diagnostiche, la formazione degli operatori e il rafforzamento del reclutamento nei settori maggiormente interessati dalle richieste.

L’azienda sta lavorando anche all’uniformazione delle agende diagnostiche, per rendere più omogenea la gestione degli appuntamenti, e alla verifica delle prescrizioni, con particolare attenzione alla corretta attribuzione delle priorità cliniche.

Un altro aspetto riguarda la distinzione tra prime visite e controlli successivi, necessaria per organizzare l’offerta senza interrompere i percorsi di cura già avviati.

Il monitoraggio aziendale mette in relazione il numero delle nuove richieste, gli appuntamenti disponibili, le prestazioni effettivamente erogate e il rispetto dei tempi previsti per ciascuna classe di priorità.

Restano circa 5.500 richieste oltre i tempi massimi nei Percorsi di tutela, sulle quali l’Usl Umbria 1 dovrà continuare a intervenire, concentrando le disponibilità aggiuntive sulle prestazioni che presentano ancora le maggiori difficoltà di accesso.

Redazione

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