Circa 70 grammi di sostanza stupefacente, presumibilmente eroina, sono stati sequestrati dalla Polizia Penitenziaria di Perugia dopo essere stati trovati nascosti all’interno del corpo di tre detenuti. L’operazione è stata condotta nella giornata di venerdì 24 ottobre dal Reparto territoriale della Polizia Penitenziaria, attraverso un’attività investigativa avviata all’interno dell’istituto di pena. I sospetti maturati durante i controlli hanno portato gli agenti a richiedere l’autorizzazione della Procura della Repubblica per sottoporre i tre uomini ad accertamenti presso una struttura ospedaliera cittadina. Gli esami hanno consentito di individuare la droga, successivamente sequestrata e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La droga scoperta durante gli accertamenti in ospedale
Il ritrovamento è avvenuto al termine di una serie di verifiche disposte nei confronti di tre detenuti che erano già stati arrestati il giorno precedente. Gli agenti avevano raccolto elementi che facevano sospettare la presenza di sostanze stupefacenti occultate all’interno del loro corpo.
Per verificare quanto emerso, il personale della Polizia Penitenziaria ha interessato la Procura competente, ottenendo l’autorizzazione a effettuare specifici accertamenti sanitari.
I tre detenuti sono stati quindi sottoposti ai controlli presso la struttura ospedaliera di Perugia, dove è stata individuata la sostanza sospetta.
Il quantitativo complessivo recuperato è risultato pari a circa 70 grammi di droga, ritenuta presumibilmente eroina. La natura dello stupefacente dovrà essere confermata attraverso le verifiche previste.
Il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro, mentre gli esiti dell’operazione sono stati trasmessi all’autorità giudiziaria per le valutazioni e gli eventuali provvedimenti successivi.
I sospetti nati dai controlli nelle sezioni detentive
L’operazione non è scaturita da un controllo casuale, ma da una mirata attività info-investigativa svolta all’interno del carcere di Perugia.
Gli appartenenti al Reparto territoriale della Polizia Penitenziaria avevano concentrato l’attenzione su alcuni elementi emersi durante il servizio, approfondendoli attraverso l’osservazione delle sezioni detentive.
L’attività ha consentito di individuare i tre detenuti e di raccogliere informazioni ritenute sufficienti per richiedere ulteriori verifiche.
Il passaggio attraverso l’autorità giudiziaria si è reso necessario proprio per consentire gli accertamenti ospedalieri, considerata la particolare modalità con cui si sospettava fosse stata nascosta la sostanza.
L’occultamento di droga all’interno del corpo rende più complessa l’individuazione dello stupefacente attraverso le ordinarie attività di controllo e richiede procedure specifiche, anche sotto il profilo sanitario.
Nel caso di Perugia, il lavoro investigativo degli agenti ha permesso di arrivare al recupero del quantitativo sequestrato.
Il SAPPE: «Orgogliosi del lavoro dei colleghi»
Sull’operazione è intervenuto Fabrizio Bonino, Segretario nazionale del SAPPE per l’Umbria, che ha espresso apprezzamento per il personale coinvolto nelle attività investigative e nei successivi controlli.
«Desidero complimentarmi ed esprimere il mio personale orgoglio e quello del Sindacato che rappresento – dichiara Fabrizio Bonino, Segretario nazionale SAPPE per l’Umbria – a tutti i colleghi che hanno attivamente partecipato e a quelli che hanno coordinato, anche dall’esterno del Carcere, queste attività. A loro va il mio ringraziamento per lo spirito di sacrificio e di abnegazione che mettono nel loro quotidiano servizio. L’operazione conferma ancora una volta le straordinarie capacità di impiego e coordinamento sul territorio di questa forza di Polizia di serie A, sempre più al passo con i tempi e con le esigenze di sicurezza e legalità all’interno degli istituti del distretto».
Il rappresentante sindacale ha sottolineato in particolare il coordinamento tra gli operatori impegnati direttamente nell’istituto penitenziario e il personale che ha seguito le attività dall’esterno.
Sicurezza nelle carceri, il nodo del sovraffollamento e del personale
Il sequestro riporta l’attenzione anche sulle condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria negli istituti di detenzione, un tema sul quale il SAPPE richiama da tempo l’attenzione.
Il sindacato segnala infatti le difficoltà legate al sovraffollamento carcerario e alla carenza di personale, due criticità che incidono sull’organizzazione quotidiana dei servizi e sulle attività di vigilanza.
In questo contesto, il controllo della circolazione di sostanze stupefacenti all’interno delle strutture detentive costituisce uno degli ambiti di intervento degli agenti, impegnati sia nella prevenzione sia nell’individuazione di eventuali condotte illecite.
L’attività svolta a Perugia ha richiesto osservazione nelle sezioni, approfondimenti investigativi e il successivo coinvolgimento dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti sanitari.
I circa 70 grammi di sostanza stupefacente recuperati sono stati sequestrati e la documentazione relativa all’intervento è stata trasmessa alla magistratura. Restano affidate agli accertamenti successivi la conferma della natura della droga e le determinazioni giudiziarie sulla posizione dei tre detenuti.
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