Carenza di personale, difficoltà nella gestione dei detenuti destinatari di espulsione e rischi per la sicurezza degli agenti. Sono le principali criticità denunciate da SAP e SAPPE, organizzazioni sindacali rappresentative rispettivamente della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria, in una comunicazione dedicata alla situazione degli istituti carcerari dell’Umbria. Le due sigle chiedono l’apertura urgente di un tavolo istituzionale, l’assegnazione di rinforzi straordinari e l’introduzione di protocolli condivisi per gli accompagnamenti alla frontiera e nei Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR). Le segnalazioni riguardano le strutture penitenziarie di Perugia-Capanne, Spoleto, Orvieto e Terni e le operazioni di trasferimento dei detenuti stranieri sottoposti a provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale.
Rimpatri e autolesionismo, la denuncia dei sindacati
Uno degli aspetti più delicati sollevati dalle organizzazioni sindacali riguarda gli episodi di autolesionismo che, secondo quanto riferito da SAP e SAPPE, si verificherebbero durante le procedure finalizzate all’espulsione o al rimpatrio.
Nella comunicazione, i sindacati segnalano che alcuni detenuti stranieri destinatari di provvedimenti di allontanamento riuscirebbero a procurarsi lamette, batterie e altri materiali potenzialmente pericolosi, arrivando in alcuni casi a ingerirli.
Secondo la ricostruzione fornita dalle due organizzazioni, questi comportamenti sarebbero messi in atto anche per ostacolare l’esecuzione delle procedure di rimpatrio.
Le sigle sindacali riferiscono inoltre di situazioni nelle quali gli stessi oggetti sarebbero stati utilizzati come armi improprie contro il personale delle forze dell’ordine.
Si tratta di circostanze denunciate dalle organizzazioni dei lavoratori, sulle quali non sono stati forniti nel documento dati numerici relativi agli episodi, ai detenuti coinvolti o agli eventuali agenti feriti.
Perugia-Capanne, Spoleto, Orvieto e Terni tra le strutture segnalate
Le criticità descritte interesserebbero diversi istituti penitenziari della regione.
Nel documento vengono citati espressamente la Nuova Casa Circondariale di Perugia-Capanne e gli istituti di Spoleto, Orvieto e Terni, dai quali provengono detenuti interessati da procedure di accompagnamento alla frontiera o verso i CPR.
Secondo SAP e SAPPE, le difficoltà non sarebbero limitate alla gestione interna delle strutture, ma si estenderebbero anche alle attività operative che richiedono il coordinamento tra Polizia Penitenziaria e Polizia di Stato.
I sindacati sostengono che il ripetersi di situazioni critiche renderebbe necessario un intervento organizzativo più ampio, capace di affrontare contemporaneamente la sicurezza degli istituti e quella dei servizi esterni.
L’obiettivo delle richieste è ridurre i rischi durante i trasferimenti e assicurare condizioni operative adeguate al personale incaricato.
Carenza di organico e turni di lavoro prolungati
Alla base delle difficoltà segnalate, secondo le due organizzazioni, ci sarebbe soprattutto una grave insufficienza degli organici, particolarmente evidente nei reparti della Polizia Penitenziaria.
SAP e SAPPE precisano che le criticità non devono essere attribuite alla professionalità degli operatori, che continuerebbero a garantire i servizi nonostante le difficoltà organizzative.
La carenza di personale determinerebbe, secondo la denuncia, il prolungamento dei turni oltre le sei ore ordinarie e la necessità di affidare più incarichi contemporaneamente a un singolo agente.
Questa situazione potrebbe incidere sulla capacità di presidiare tutti i servizi previsti e sulla gestione delle emergenze.
Le organizzazioni chiedono quindi una verifica urgente delle dotazioni organiche e l’invio di personale aggiuntivo.
L’assegnazione di rinforzi straordinari viene indicata come una delle misure necessarie per alleggerire il carico di lavoro e migliorare le condizioni di sicurezza.
Allarme sui controlli ai muri di cinta e sul rischio droni
Un ulteriore elemento della denuncia riguarda la vigilanza perimetrale degli istituti penitenziari.
Secondo SAP e SAPPE, la carenza di personale avrebbe comportato anche la soppressione del servizio di sentinella sui muri di cinta in alcune situazioni operative.
Le organizzazioni ritengono che una riduzione dei presidi possa aumentare il rischio di introduzione dall’esterno di oggetti e materiali non autorizzati.
Tra le modalità considerate particolarmente preoccupanti viene richiamato l’impiego di droni, che potrebbero essere utilizzati per far arrivare materiale illecito all’interno delle strutture.
Il documento non indica episodi specifici di introduzione mediante droni, ma segnala tale possibilità come rischio da prevenire.
Per questo motivo, i sindacati chiedono il ripristino del servizio di sentinella e il potenziamento degli strumenti tecnologici di sorveglianza.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare il controllo degli accessi e del perimetro degli istituti, limitando le opportunità di ingresso di oggetti pericolosi.
Le richieste di SAP e SAPPE alle istituzioni
Le due organizzazioni hanno formulato una serie di proposte rivolte alle amministrazioni competenti per affrontare le problematiche segnalate.
La prima richiesta riguarda l’apertura immediata di un tavolo congiunto che coinvolga il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria per l’Umbria e le Questure interessate.
Il confronto dovrebbe consentire di esaminare le difficoltà operative e individuare soluzioni condivise tra i diversi uffici.
Tra le misure sollecitate figurano anche la revisione delle piante organiche, l’assegnazione di rinforzi, il rafforzamento della sorveglianza perimetrale e l’adozione di tecnologie di controllo.
Un altro punto riguarda la definizione di procedure comuni per gli accompagnamenti dei detenuti verso le frontiere e i Centri di permanenza per il rimpatrio.
I sindacati chiedono inoltre strumenti e misure organizzative per prevenire gli atti autolesivi e le aggressioni nei confronti degli operatori.
Infine, SAP e SAPPE richiamano la necessità di garantire il rispetto delle disposizioni governative relative alle espulsioni e ai rimpatri.
Coordinamento tra Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria
La gestione dei detenuti destinatari di provvedimenti di espulsione può richiedere l’intervento di più amministrazioni e il coordinamento tra personale penitenziario e operatori impegnati nei servizi di accompagnamento.
È proprio su questo aspetto che SAP e SAPPE chiedono una maggiore uniformità delle procedure.
Secondo le organizzazioni, protocolli operativi congiunti permetterebbero di definire in maniera più chiara le responsabilità, le modalità di intervento e le misure di sicurezza da adottare durante i trasferimenti.
La richiesta nasce dalle difficoltà segnalate nella gestione di persone che, secondo quanto riferito dai sindacati, metterebbero in atto comportamenti autolesivi o aggressivi in prossimità dell’esecuzione dei provvedimenti.
Le due sigle ritengono necessario passare da una gestione delle singole emergenze a un sistema di prevenzione maggiormente strutturato.
Nel documento viene inoltre criticata una gestione amministrativa giudicata troppo concentrata sulle necessità immediate, anziché sulla programmazione degli interventi e sulla protezione del personale.
Sicurezza degli agenti, chieste risposte immediate
La comunicazione sindacale si conclude con una richiesta di interventi concreti e tempestivi da parte delle istituzioni competenti.
SAP e SAPPE esprimono preoccupazione per le conseguenze che le criticità organizzative potrebbero avere sull’incolumità degli operatori, sulla sicurezza degli istituti e sull’efficacia delle procedure di rimpatrio.
Le organizzazioni ribadiscono la disponibilità a partecipare a un confronto istituzionale, ma chiedono che alle interlocuzioni seguano provvedimenti operativi.
«La sicurezza degli Istituti Penitenziari e degli operatori non è negoziabile», affermano nel documento.
La richiesta principale resta quella di intervenire sulle condizioni di lavoro e sulle procedure di sicurezza, con particolare attenzione agli istituti umbri e ai servizi di accompagnamento dei detenuti stranieri.
Al momento, le informazioni riportate rappresentano le segnalazioni e le valutazioni delle due organizzazioni sindacali. Nel documento non sono presenti risposte ufficiali delle amministrazioni interessate né dati complessivi che consentano di quantificare l’entità degli episodi denunciati.
Il confronto richiesto da SAP e SAPPE potrebbe quindi rappresentare l’occasione per verificare le criticità indicate e individuare le misure necessarie a migliorare la gestione della sicurezza penitenziaria in Umbria.
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