Rifiuti, ORA! Umbria attacca la Giunta: «Serve un piano senza termovalorizzatore»

L’associazione critica la scelta della Regione e chiede tempi, impianti e costi certi per chiudere il ciclo dei rifiuti. Nel mirino anche saturazione delle discariche e aumento della TARI

Il no al termovalorizzatore, secondo ORA! Umbria, non sarebbe sufficiente a garantire una gestione sostenibile dei rifiuti regionali. L’associazione interviene sulla revisione del Piano regionale dei rifiuti, adottata dalla Giunta Proietti il 30 settembre, chiedendo di chiarire quali soluzioni verranno adottate per completare il ciclo e con quali tempi e costi.

ORA! Umbria non contesta gli obiettivi indicati dal Piano, tra cui l’aumento della raccolta differenziata, il riciclo e la riduzione del ricorso alle discariche. La critica riguarda invece la capacità di tradurre questi obiettivi in impianti e interventi concreti.

«Dire no non basta»

Secondo l’associazione, la situazione attuale presenta diverse criticità. La raccolta differenziata viene indicata come sostanzialmente ferma dal 2023, mentre la produzione di rifiuti è tornata a crescere.

Parallelamente, l’Umbria continuerebbe a dipendere dalle discariche in misura superiore alla media nazionale.

«Dire no è facile, costruire un’alternativa è un’altra cosa», sostiene ORA! Umbria, chiedendo alla Regione di indicare con precisione quali impianti dovranno chiudere il ciclo, quando saranno disponibili e quali saranno i costi per i cittadini.

Il problema della capacità delle discariche

Uno dei punti evidenziati riguarda la capacità residua degli impianti. Secondo ORA! Umbria, la prima discarica potrebbe arrivare alla saturazione già nel 2028, mentre le altre seguiranno progressivamente.

L’associazione considera quindi necessario definire per tempo una strategia che eviti di arrivare a una situazione di emergenza, indicando soluzioni alternative e una precisa programmazione degli interventi.

I costi per le famiglie

Nel documento viene sollevato anche il tema economico. L’Umbria viene indicata tra le regioni italiane dove il costo della gestione dei rifiuti risulta più elevato, mentre la TARI avrebbe registrato incrementi superiori alla media nazionale.

Per ORA! Umbria, l’assenza di indicazioni precise sulle infrastrutture rischia quindi di ripercuotersi anche sui bilanci delle famiglie.

La richiesta alla Giunta

L’associazione invita la Giunta regionale a rendere pubblico il percorso previsto per la gestione dei rifiuti, coinvolgendo la popolazione e fornendo informazioni su investimenti, tempi e soluzioni tecnologiche.

La posizione espressa è che le decisioni debbano essere assunte sulla base di dati e valutazioni tecniche, evitando che opposizioni locali o timori possano prevalere sull’interesse generale.

«Servono scelte e tempi certi»

ORA! Umbria annuncia infine che continuerà a seguire l’iter del Piano regionale dei rifiuti.

Secondo l’associazione, un sistema moderno dovrebbe poter contare su impianti adeguati, una programmazione definita e una comunicazione trasparente verso i cittadini, così da evitare che le criticità attuali vengano semplicemente trasferite alle amministrazioni future.

 

Redazione

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