La Regione Umbria punta su un nuovo sistema impiantistico per chiudere il ciclo dei rifiuti attraverso cinque strutture strategiche dedicate al trattamento delle diverse frazioni.
Come riportato da Umbria 24, il programma affidato agli uffici regionali e all’Auri (Autorità umbra rifiuti e idrico) prevede la realizzazione di un impianto per la produzione di Combustibile solido secondario (Css), la riconversione di una struttura per il trattamento dell’organico e nuovi impianti specializzati per tessili, ingombranti e multimateriale leggero. L’obiettivo è ridurre progressivamente il ricorso alla discarica e aumentare recupero e riciclo.
Il nuovo piano per la gestione dei rifiuti
Dopo l’abbandono del progetto del termovalorizzatore, Palazzo Donini ha avviato un nuovo percorso per definire l’assetto futuro della gestione dei rifiuti in Umbria.
La Regione ha affidato agli uffici tecnici e all’Auri il compito di elaborare il “Programma di interesse regionale dell’impiantistica pubblica di gestione dei rifiuti”, un documento che dovrà individuare gli investimenti necessari, la localizzazione degli interventi, le risorse economiche previste e i soggetti incaricati della realizzazione.
La precedente ricognizione regionale del 2024 aveva evidenziato un fabbisogno superiore alle risorse disponibili: erano state individuate 33 possibili opere per un costo complessivo di circa 64 milioni di euro, a fronte di una quota potenzialmente finanziabile superiore ai 51 milioni.
Gli impianti previsti per chiudere il ciclo
Il nuovo sistema ruoterà attorno a una rete di impianti specializzati. La priorità sarà data al trattamento della frazione residua dei rifiuti, cioè quella che rimane dopo la raccolta differenziata, attraverso strutture meccaniche in grado di produrre Css destinato ai cementifici e ad altri utilizzi previsti dal Piano regionale.
Accanto a questo impianto sono previste la riconversione di strutture già esistenti per il trattamento della frazione organica e la realizzazione di impianti dedicati a materiali specifici: tessili, ingombranti e multimateriale leggero, composto principalmente da plastica e alluminio.
Il progetto comprende anche strutture per la selezione e la valorizzazione delle frazioni secche provenienti dalla raccolta differenziata.
Priorità alla riconversione delle strutture esistenti
La Regione ha indicato come criterio preferenziale l’ammodernamento degli impianti già presenti, quando possibile, rispetto alla costruzione di nuove strutture.
Per scegliere dove realizzare gli interventi saranno valutati diversi elementi, tra cui la vicinanza ai luoghi di produzione dei rifiuti, la presenza di collegamenti viari adeguati, la disponibilità di spazi e la possibilità di utilizzare aree già urbanizzate o immobili esistenti.
L’obiettivo è limitare il consumo di nuovo suolo e valorizzare strutture già disponibili.
Un ulteriore criterio riguarderà la disponibilità pubblica delle aree destinate agli interventi.
I criteri per scegliere gli interventi
Il Programma dovrà stabilire quali progetti saranno effettivamente inseriti nella pianificazione regionale e secondo quale ordine di priorità. Le valutazioni riguarderanno la qualità tecnologica degli impianti, la quantità di materiali recuperabili, la capacità di ridurre i rifiuti destinati alla discarica, l’impatto sul territorio e la sostenibilità economica della gestione.
Particolare attenzione sarà riservata anche ai costi di funzionamento e manutenzione delle strutture una volta operative, con l’obiettivo di evitare impianti difficili da sostenere nel tempo attraverso la tariffa dei rifiuti.
Le risorse per l’economia circolare
Il finanziamento degli interventi arriverà attraverso un insieme di risorse regionali ed europee. A marzo erano già stati destinati 7 milioni di euro allo sviluppo dell’impiantistica, con particolare riferimento al trattamento meccanico biologico e alla produzione di Css.
A queste risorse si aggiungono 13,5 milioni di euro di fondi europei destinati all’economia circolare pubblica.
Gli obiettivi su raccolta differenziata e riciclo
Il nuovo assetto impiantistico dovrà accompagnare anche il raggiungimento di specifici obiettivi quantitativi. La prima scadenza è fissata al 2028, quando la Regione punta a raggiungere una raccolta differenziata del 75% e un indice di riciclo del 60%.
Dal 2030 il sistema dovrà puntare a superare l’80% di raccolta differenziata e raggiungere il 65% di riciclo.
Nello stesso periodo il rifiuto urbano residuo dovrà scendere sotto i 100 chilogrammi per abitante all’anno, mentre la produzione complessiva di rifiuti urbani dovrà essere mantenuta entro le 410mila tonnellate annue.
Sul fronte dello smaltimento, la pianificazione prevede una riduzione progressiva del ricorso alla discarica, fino al limite massimo del 10% entro il 2035.
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