Un presidio si è tenuto venerdì 31 luglio in piazza Fortebraccio, davanti alla sede dell’Università per Stranieri di Perugia, dove le lavoratrici della ditta Cps Evo, incaricata del servizio di pulizie dell’ateneo, hanno incrociato le braccia per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi da maggio. A guidare la protesta è stato Massimiliano Cofani, segretario generale di Filcams Cgil Perugia, che ha definito la situazione delle dipendenti insostenibile, dal momento che stanno lavorando praticamente senza retribuzione.
Le richieste del sindacato
Le lavoratrici, tramite i rappresentanti sindacali, chiedono la corresponsione degli stipendi arretrati e l’applicazione degli aumenti contrattuali previsti dal rinnovo del Ccnl di categoria. Cofani ha spiegato che oltre alla questione salariale si aggiungono altre criticità , tra cui il mancato riconoscimento della sanità integrativa e degli scatti di anzianità . Il sindacalista ha chiarito che la priorità resta il pagamento degli arretrati e ha avanzato una richiesta precisa: qualora Cps Evo non fosse in grado di retribuire le lavoratrici, l’Unistrapg dovrebbe bloccare le fatture e provvedere direttamente al pagamento. Cofani ha inoltre chiesto che, in caso di accertata inadempienza contrattuale da parte della ditta, l’appalto venga revocato e affidato a una nuova azienda, sottolineando come non sia accettabile che siano le lavoratrici a subire le conseguenze della vicenda.
L’incontro con il prorettore
Nel corso della giornata di protesta, una delegazione di lavoratrici e sindacalisti di Filcams Cgil è stata ricevuta dal delegato del Rettore, il professor Francesco Asdrubali, prorettore all’Edilizia e ai rapporti con gli enti e le imprese del territorio. Asdrubali ha assicurato che l’ateneo monitorerà costantemente l’evolversi della vicenda, in linea con quanto stabilito dal Consiglio d’Amministrazione riunitosi il 29 luglio.
Le due ipotesi sul tavolo del Cda
Come reso noto dall’università in un comunicato diffuso alla vigilia della protesta, il Cda ha individuato due possibili direttrici operative. La prima prevede la prosecuzione del rapporto con Cps Evo fino alla scadenza naturale del contratto, fissata a settembre 2027, qualora l’ateneo ritenga recuperabili gli adempimenti contrattuali della ditta. Questa opzione sarà percorribile solo a fronte di azioni concrete da parte dell’appaltatore, volte a ristabilire la corretta esecuzione di quanto previsto dal contratto stipulato con l’università .
La seconda ipotesi scatterebbe invece nel caso in cui venga accertata la non recuperabilità del rapporto contrattuale: in tale eventualità , il Consiglio d’Amministrazione potrà valutare l’avvio delle procedure previste dalla normativa vigente per la cessazione dell’appalto. Alla luce di questi scenari, il Cda ha dato mandato al rettore Giuliana De Cesaris di monitorare costantemente la situazione, con l’obiettivo primario di tutelare la forza lavoro di Cps Evo e la sua stipendialità .
Nonostante le rassicurazioni ricevute, Cofani ha ribadito che la situazione resta critica e che il sindacato continuerà a vigilare sugli sviluppi della vertenza, ritenendo non più rinviabile una soluzione definitiva per le lavoratrici coinvolte.
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