In Umbria sono 1.519 gli anziani non autosufficienti in attesa di essere presi in carico nelle residenze protette, mentre molte famiglie devono affrontare il pagamento di rette private superiori ai 3.600 euro al mese. È quanto dichiarato dai consiglieri regionali Matteo Giambartolomei (FdI) e Andrea Romizi (FI), firmatari di un’interrogazione sulle criticità nella gestione dell’assistenza residenziale per le persone fragili.
La questione riguarda il sistema delle residenze protette umbre, con particolare riferimento alle liste d’attesa, alla disponibilità di posti convenzionati e alle risorse necessarie per garantire la presa in carico degli anziani non autosufficienti.
Liste d’attesa più che raddoppiate in pochi mesi
Secondo i dati citati dai due consiglieri regionali, forniti dalla stessa Giunta regionale, il numero delle persone in attesa di inserimento nelle strutture residenziali è aumentato rapidamente.
Gli anziani presenti nelle liste erano 617 al 31 maggio 2025, sono diventati 648 il 17 luglio dello stesso anno e hanno raggiunto quota 1.519 al 31 gennaio 2026. Di questi, 708 risultavano nella Usl Umbria 1 e 811 nella Usl Umbria 2.
I consiglieri hanno evidenziato come dietro ai numeri delle liste d’attesa ci siano persone con bisogni assistenziali complessi e famiglie chiamate a sostenere un carico economico e organizzativo rilevante.
Al 31 gennaio 2026 risultavano complessivamente 1.588 posti letto convenzionati, suddivisi tra 733 nella Usl Umbria 1 e 855 nella Usl Umbria 2.
Il nodo dei posti convenzionati
Al centro della discussione c’è il tema dell’aumento dei posti convenzionati nelle strutture residenziali. Secondo Giambartolomei e Romizi, alcune strutture accreditate sarebbero disponibili ad aumentare i posti, ma le richieste di nuovi convenzionamenti non sarebbero state accolte dalle aziende sanitarie.
I consiglieri hanno sottolineato che l’incremento dei posti convenzionati permetterebbe di ridurre la quota delle rette a carico delle famiglie, oggi costrette in molti casi a sostenere interamente il costo dell’assistenza privata.
La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti aveva annunciato l’inserimento nel nuovo Piano sociosanitario del raddoppio dei posti disponibili nelle strutture residenziali e semiresidenziali. Il confronto politico riguarda ora tempi, modalità e risorse necessarie per attuare tale percorso.
Risorse economiche e futuro dell’assistenza
Secondo quanto dichiarato dai consiglieri regionali, il raddoppio delle prese in carico richiederebbe circa 30 milioni di euro aggiuntivi all’anno, calcolando un costo per il Servizio sanitario regionale di 60 euro al giorno per ogni anziano, pari alla metà della tariffa complessiva indicata in 120 euro giornalieri.
Giambartolomei e Romizi hanno chiesto alla Regione chiarimenti sulle risorse che saranno destinate all’assistenza degli anziani non autosufficienti, collegando il tema anche alle maggiori entrate derivanti dalla manovra fiscale regionale.
Nel loro intervento hanno inoltre richiamato provvedimenti già adottati in passato, tra cui la delibera della Giunta Tesei numero 1068 del 18 ottobre 2023, che secondo i consiglieri prevedeva il raddoppio entro il 2027 dei posti letto autorizzati e accreditati nelle residenze protette.
La richiesta avanzata dai due rappresentanti regionali riguarda ora indicazioni precise su numero dei posti che saranno convenzionati, risorse disponibili e tempi di attuazione degli interventi
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