La Uiltrasporti interviene sulla programmazione dei voli della prossima stagione invernale dell’aeroporto San Francesco d’Assisi di Perugia, dopo la comunicazione diffusa da Sase Spa, società che gestisce lo scalo umbro. Il sindacato prende atto della riduzione prevista, pari al 3%, ma invita a non attribuire responsabilità ai lavoratori o agli operatori del settore, evidenziando le difficoltà economiche che stanno interessando Italia ed Europa. Al centro dell’intervento anche la richiesta di chiarimenti sulla gestione dei servizi di sicurezza aeroportuale e sulle condizioni contrattuali degli addetti.
Uiltrasporti: evitare strumentalizzazioni sul calo dei voli
Secondo la Uiltrasporti, il calo annunciato nella programmazione invernale deve essere letto all’interno di un contesto più ampio caratterizzato da difficoltà economiche e riduzione del potere d’acquisto.
Il sindacato ha sottolineato che attribuire responsabilità specifiche a chi subisce gli effetti della situazione economica sarebbe una lettura strumentale. La posizione espressa è quella di una valutazione realistica delle difficoltà che stanno coinvolgendo diversi comparti produttivi.
La Uiltrasporti guarda comunque con attenzione alla prossima stagione estiva 2027, considerata un passaggio importante per lo sviluppo dello scalo umbro.
Investimenti e sviluppo dell’aeroporto San Francesco
Per il sindacato, mettere in discussione il ruolo dell’aeroporto San Francesco d’Assisi in una fase di crescita sarebbe dannoso soprattutto per i lavoratori coinvolti.
La Uiltrasporti richiama infatti gli investimenti programmati per la ristrutturazione logistica dello scalo, interventi che dovrebbero consentire una migliore gestione dell’aumento dei voli e dei passeggeri nel prossimo futuro.
Secondo l’organizzazione sindacale, l’aeroporto rappresenta una risorsa strategica per il territorio regionale e un elemento collegato alla crescita economica dell’Umbria, anche per il contributo al Pil regionale.
Sicurezza aeroportuale, il sindacato chiede verifiche
Un tema centrale dell’intervento riguarda la gestione del servizio di sicurezza aeroportuale. La Uiltrasporti ricorda che il precedente consiglio di amministrazione aveva scelto di esternalizzare una parte del servizio di sicurezza, prima affidato direttamente con personale assunto a tempo determinato e inquadrato con il Contratto collettivo nazionale del Trasporto Aereo.
Secondo il sindacato, l’attuale affidamento a un diverso contratto collettivo avrebbe determinato, a parità di mansione, una riduzione salariale indicata nel 30% rispetto alla precedente situazione.
La Uiltrasporti evidenzia inoltre una presunta incongruenza: nonostante il costo del lavoro per gli addetti risulti maggiore, le retribuzioni sarebbero inferiori. Per questo il sindacato chiede alla nuova compagine amministrativa di approfondire la questione e valutare un ritorno alla gestione diretta del servizio.
La richiesta alla nuova amministrazione
La Uiltrasporti invita quindi i nuovi vertici aeroportuali a fare chiarezza sulle scelte organizzative adottate negli anni precedenti, con particolare attenzione alla tutela dei lavoratori e alla qualità dei servizi.
Il sindacato ribadisce che la propria azione sarà orientata esclusivamente alla difesa degli interessi dei dipendenti dello scalo e delle condizioni di lavoro, senza seguire posizioni considerate strumentali.
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