La Camera del lavoro di Perugia e la Funzione pubblica Cgil di Perugia hanno rilanciato le proprie proposte sul nuovo Piano regionale dei rifiuti dell’Umbria durante un incontro organizzato lunedì 14 settembre al Nuovo Cinema Carpine di Magione. Alla presenza di istituzioni regionali e locali, vertici della Tsa-Trasimeno servizi ambientali e numerosi lavoratori, il sindacato ha chiesto che nella trasformazione del settore siano garantite tutela occupazionale, qualità del servizio e ruolo pubblico.
Il nuovo piano rifiuti e la tutela del lavoro
L’iniziativa ha visto la partecipazione di quasi un centinaio di persone e ha avuto come tema centrale il futuro della gestione dei rifiuti in Umbria. Per la Fp Cgil, il cambiamento organizzativo del settore deve mettere al centro due elementi fondamentali: territorio e lavoro.
La tavola rotonda, coordinata dal segretario della Fp Cgil Perugia Fabrizio Cecchini, ha ospitato la relazione del segretario regionale della Fp Cgil Umbria Michele Agnani e gli interventi degli assessori regionali Thomas De Luca e Simona Meloni, del consigliere delegato di Tsa-Trasimeno servizi ambientali Alessio Lutazi, del presidente dell’Unione dei Comuni del Trasimeno Giulio Cherubini e del segretario generale della Cgil Perugia Simone Pampanelli. Presente anche il consigliere regionale Cristian Betti.
Secondo Agnani, il percorso verso nuovi modelli di gestione, innovazione ed economia circolare non può prescindere dalla protezione dei lavoratori. Tra le priorità indicate figurano il rispetto della clausola sociale, l’applicazione del Ccnl dell’Igiene ambientale, la valorizzazione delle competenze professionali, la qualità del servizio e la tutela delle specificità territoriali.
La riorganizzazione del settore preoccupa il sindacato
Il nuovo assetto regionale prevede il superamento dell’attuale sistema basato su dodici gestori del ciclo dei rifiuti in Umbria verso un unico gestore. Una prospettiva che, secondo la Cgil, richiede garanzie precise per evitare ricadute negative sui lavoratori.
Il comparto conta attualmente circa 1.600 addetti umbri e il sindacato chiede che la riorganizzazione non comporti penalizzazioni sul piano occupazionale e salariale.
Particolare attenzione è stata dedicata alla realtà di Tsa-Trasimeno servizi ambientali, società a maggioranza pubblica che opera nel comprensorio del Trasimeno. L’azienda rappresenta un esempio di gestione territoriale con importanti ricadute economiche e occupazionali.
Tsa conta 160 dipendenti diretti, di cui 31 donne, oltre a numerosi lavoratori coinvolti nell’indotto attraverso imprese del territorio. Sul fronte del servizio, la società registra una raccolta differenziata superiore mediamente al 70%, raggiungendo gli obiettivi fissati dalla Regione in un territorio con oltre 75 mila abitanti, numero che aumenta nei periodi di maggiore presenza turistica.
Economia circolare e qualità dei servizi pubblici
Durante il confronto è emersa la necessità di costruire un sistema capace di coniugare efficienza, innovazione e sostenibilità ambientale senza perdere il controllo pubblico del settore.
Per la Fp Cgil, tra gli obiettivi da perseguire ci sono la costruzione di filiere regionali dell’economia circolare, la salvaguardia dell’indotto economico e occupazionale e la valorizzazione delle competenze maturate dalle aziende attualmente operative.
La posizione del sindacato punta quindi a un modello in cui la riorganizzazione del servizio rappresenti un’opportunità di sviluppo per i territori, soprattutto per le aree con caratteristiche particolari come il Trasimeno, zona con forte vocazione turistica e specifiche esigenze nella gestione dei rifiuti.
Disponibilità della Regione su clausola sociale e contratti
Sul fronte istituzionale è arrivata la disponibilità dell’assessore Thomas De Luca a recepire le richieste avanzate dalla Fp Cgil sulla tutela dei lavoratori. L’assessore ha espresso apertura rispetto alla salvaguardia occupazionale e salariale, al rispetto della clausola sociale, del contratto collettivo nazionale e degli accordi integrativi.
De Luca ha inoltre dato disponibilità alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa preventiva tra organizzazioni sindacali, Regione e Auri prima dell’avvio delle procedure di gara.
Cgil: serve un sistema regionale integrato
Le conclusioni dell’incontro sono state affidate a Simone Pampanelli, segretario generale della Cgil Perugia, che ha invitato i sindaci coinvolti a costruire una posizione condivisa in vista delle prossime scadenze legate alla gara di affidamento.
L’obiettivo indicato è quello di unire il patrimonio pubblico rappresentato dalle municipalità con una strategia comune, trasformando l’attuale organizzazione in un sistema regionale integrato dei rifiuti in grado di affrontare le sfide future.
Pampanelli ha ribadito il ruolo del pubblico come elemento essenziale di garanzia, controllo e indirizzo per il futuro del settore, annunciando la volontà di proseguire il pe
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