La Regione Umbria ha presentato a RemTech Expo di Ferrara il disegno di legge “Umbria sicura – Norme per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici”, un provvedimento che punta a modificare l’approccio alla gestione dei rischi ambientali, passando dalla riparazione dei danni alla prevenzione strutturale.
La presidente della Regione Stefania Proietti ha illustrato il ruolo dell’Umbria nel percorso di innovazione ambientale, sottolineando la necessità di puntare su energie rinnovabili, gestione sostenibile dei rifiuti e riduzione del consumo di suolo. Durante la manifestazione è stato inoltre presentato il progetto di trasformazione dell’ex centrale di Pietrafitta in un data center, indicato come un nuovo intervento legato alla rigenerazione dei territori.
Il progetto “Umbria sicura” e gli obiettivi della nuova legge
Il disegno di legge, presentato durante la prima giornata dell’Expo dall’assessore regionale Thomas De Luca nello stand realizzato insieme ad Arpa Umbria e Its Academy, introduce un nuovo modello di gestione delle politiche climatiche.
Secondo quanto spiegato dall’assessore, la mancata applicazione delle politiche ambientali europee comporterebbe per l’Umbria un costo stimato tra 300 e 400 milioni di euro all’anno. L’investimento nella prevenzione, invece, viene indicato come una scelta sostenibile anche dal punto di vista economico: ogni euro destinato alla prevenzione consentirebbe di ridurre i costi necessari per intervenire sui danni provocati dalla crisi climatica e ambientale.
Le finalità principali della normativa sono la protezione della vita umana, la salvaguardia degli ecosistemi e il rafforzamento della resilienza socio-economica del territorio regionale.
Una nuova struttura di coordinamento per clima e grandi rischi
L’architettura organizzativa prevista dalla legge si basa sull’unità di missione Clima e grandi rischi, guidata da un dirigente coordinatore. La struttura avrà il compito di mettere in collegamento diversi settori regionali, tra cui risorse idriche, difesa del suolo, urbanistica, agricoltura, turismo, protezione civile, prevenzione sanitaria, aree protette e approccio One Health.
L’obiettivo è garantire un coordinamento nelle attività di programmazione, progettazione e realizzazione degli interventi destinati alla sicurezza del territorio.
A supporto dell’unità di missione opererà l’Alta scuola – comitato tecnico scientifico regionale, composta da 20 esperti nei settori della climatologia e meteorologia, geologia, ingegneria idraulica e ambientale, medicina preventiva e protezione civile.
Il gruppo avrà funzioni consultive sui temi del rischio sismico e idrogeologico, con particolare attenzione alla tutela dei centri storici situati in aree instabili e alla conservazione dei beni culturali. La struttura si occuperà anche della formazione dei tecnici della pubblica amministrazione.
Piano climatico regionale e strumenti operativi
La programmazione generale degli interventi sarà affidata al Piano regionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PRAECC) e al Piano delle delocalizzazioni.
Il PRAECC riguarderà diversi ambiti strategici: rischio idrogeologico, resilienza idrica, protezione civile, ondate di calore, rischio epidemiologico, infrastrutture, urbanistica, paesaggio, agricoltura, industria, turismo e biodiversità.
La realizzazione degli interventi sarà affidata ai Comuni e al Consorzio di bonifica regionale, organizzato nelle tre unità territoriali Alto Tevere Trasimeno, Bonificazione umbra e Tevere Nera.
La programmazione annuale delle opere avverrà attraverso il Documento degli interventi adattamento regionale (DIAR), mentre il sistema sarà supportato da strumenti tecnici dedicati al monitoraggio e alla pianificazione.
Tra questi figurano RIMU Clima (Rete integrata meteorologica umbra), la cartografia tematica, la piattaforma di valutazione climatica, la rete di monitoraggio delle opere di mitigazione del rischio da frana, RiAdatta, Ruri (Rete Umbra Riserve Idriche) e il Catasto regionale delle depavimentazioni.
Energia e rigenerazione dei territori
Durante l’intervento a RemTech Expo, la presidente Stefania Proietti ha evidenziato il ruolo delle politiche ambientali nella trasformazione delle città e dei territori umbri.
L’attenzione è stata posta sulla necessità di sviluppare una nuova fase basata su innovazione energetica e sostenibilità, in un contesto caratterizzato dall’aumento dei costi dei combustibili fossili.
Il progetto relativo all’ex centrale di Pietrafitta, destinata a diventare un data center, è stato indicato come esempio di riconversione e valorizzazione di un’area industriale attraverso nuove funzioni tecnologiche.
“Con il disegno di legge Umbria sicura la Regione compie una scelta fondamentale – ha dichiarato l’assessore Thomas De Luca – cambiamo paradigma, passando dalla riparazione dei danni alla prevenzione”.
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