Umbria 2030, imprese e categorie produttive definiscono le priorità regionali

A Palazzo Donini il confronto sul Defr 2027-2029 e sul Patto per il futuro dell’Umbria: al centro sviluppo economico, investimenti, lavoro, innovazione, energia e sostegno alle imprese.

Si è svolto martedì 15 settembre a Palazzo Donini l’incontro tra la Regione Umbria e le categorie datoriali nell’ambito del percorso di partecipazione dedicato al Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2027-2029 e a “Umbria 2030: Patto per il futuro dell’Umbria”.

L’appuntamento ha rappresentato un momento di confronto con le rappresentanze del sistema economico e produttivo regionale, chiamate a contribuire alla definizione delle priorità e delle strategie di sviluppo dell’Umbria.

La riunione ha concluso il primo ciclo di incontri avviato nei giorni precedenti con enti locali, istituzioni pubbliche, società partecipate, scuola, università, formazione e organizzazioni sindacali. Il percorso nasce dalla volontà della Giunta regionale di coinvolgere il territorio già nella fase di elaborazione degli strumenti di programmazione.

Innovazione, investimenti e contrasto al calo demografico

La presidente della Regione Stefania Proietti ha sottolineato il ruolo del confronto con le categorie datoriali per collegare le esigenze del tessuto produttivo con una visione generale dello sviluppo regionale.

Tra le principali sfide indicate dalla Regione figurano la modernizzazione del sistema economico, la capacità di attrarre nuovi investimenti e la risposta al calo demografico.

Secondo la presidente, questi obiettivi dovranno essere affrontati attraverso un equilibrio tra innovazione, sostenibilità e coesione sociale. La concertazione proseguirà nelle prossime settimane con i tavoli tematici previsti nell’ambito di Umbria 2030, sulla base delle osservazioni emerse nella prima fase di ascolto.

Un tavolo unico per lo sviluppo economico

Il progetto Umbria 2030 rappresenterà la cornice strategica della programmazione regionale, con particolare attenzione all’utilizzo delle risorse provenienti dai fondi comunitari e nazionali.

Il modello prevede un confronto generale accompagnato da tavoli tematici dedicati ai singoli settori, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa dello sviluppo.

L’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti, nel concludere i lavori, ha annunciato la volontà di istituire un unico tavolo Sviluppo economico che comprenda tutte le deleghe, incluse infrastrutture e trasporti.

La struttura, secondo quanto annunciato, dovrebbe riunirsi con un calendario regolare e diventare una vera cabina di regia per le materie di competenza dell’assessorato.

Le richieste delle associazioni: credito, energia e formazione

Durante l’incontro le organizzazioni imprenditoriali hanno presentato una serie di proposte legate alle esigenze dei diversi comparti economici.

Il direttore di Cna Umbria Roberto Giannangeli ha evidenziato la necessità di rafforzare la programmazione e di ricostruire un punto di riferimento per la promozione delle imprese sui mercati esteri. Tra le priorità indicate anche il credito per le piccole imprese, il sostegno ad artigianato, commercio e agricoltura e interventi per le aziende escluse dalla Zes.

Il presidente di Confapi Terni Michele Marinelli ha posto l’attenzione sul rapporto tra imprese, scuole, università e Its, chiedendo un rafforzamento della formazione continua. Ha inoltre richiamato il tema dei costi energetici, proponendo il sostegno alle comunità energetiche rinnovabili e all’autoproduzione.

Per il presidente di Confartigianato Imprese Terni Mauro Franceschini, le micro e piccole imprese rappresentano la spina dorsale dell’economia regionale. Tra le richieste avanzate figurano una revisione dei bandi Fesr, strumenti per la liquidità attraverso Confidi e finanziaria regionale, semplificazioni nei centri storici e maggiore valorizzazione delle imprese locali negli appalti.

Turismo, agricoltura e tutela delle filiere produttive

Il presidente della Camera di commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni ha sottolineato la necessità che il Defr trasformi l’analisi delle criticità regionali in proposte operative, con particolare attenzione allo spopolamento, alla desertificazione commerciale e ai servizi.

Sul turismo è stata evidenziata l’importanza di individuare i potenziali visitatori e gli ostacoli che limitano la scelta dell’Umbria come destinazione.

Il presidente di Confcooperative Umbria Carlo Di Somma ha chiesto un piano dedicato all’economia sociale, mentre il presidente regionale di Confesercenti Giuliano Granocchia ha richiamato il ruolo delle acciaierie per il territorio e la necessità di riaprire il confronto sulla riforma della legge regionale sul commercio.

Il direttore generale di Confindustria Umbria Simone Cascioli ha evidenziato il tema dell’attrazione degli investimenti e il ruolo dei tavoli tematici come strumento per trasformare le proposte in scelte concrete.

Agricoltura, ambiente e nuove competenze

Le associazioni agricole hanno posto al centro il tema della redditività delle imprese e della gestione delle risorse.

Il presidente di Cia Umbria Roberto Di Filippo ha indicato come priorità l’integrazione tra produzione, trasformazione e commercializzazione, evidenziando anche le difficoltà nell’accesso al credito.

La presidente di Coldiretti Perugia Anna Chiacchierini ha chiesto interventi sulle filiere agricole, sul risparmio idrico e sulla promozione dei prodotti umbri nelle mense scolastiche e ospedaliere.

Il direttore di Confagricoltura Umbria Cristiano Casagrande ha richiamato gli effetti del cambiamento climatico sulle produzioni agricole e zootecniche, sottolineando l’importanza della gestione delle risorse idriche e dello sviluppo dell’aeroporto regionale.

Anche Copagri Umbria e Agci Umbria hanno posto l’attenzione sulla distribuzione del valore nelle filiere e sul ruolo delle cooperative sociali.

Sul fronte della formazione, Aefor Umbria e Assolavoro hanno proposto un sistema regionale delle competenze capace di collegare formazione, occupazione e necessità delle imprese.

Il ruolo delle professioni nella programmazione regionale

Durante il confronto sono intervenuti anche rappresentanti degli ordini professionali.

Il Collegio dei geometri di Perugia ha evidenziato la necessità di uniformare l’applicazione delle norme tra i Comuni umbri, mentre l’Ordine degli avvocati di Perugia ha chiesto di valorizzare le libere professioni come risorsa per lo sviluppo regionale.

Gli ordini dei commercialisti di Perugia e Terni hanno richiamato il tema della perdita di capitale umano qualificato e la necessità di favorire formazione, specializzazione e accesso agli strumenti di finanziamento

Redazione

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