La Regione Umbria ha avviato il confronto con le rappresentanze sindacali per costruire le priorità dei principali strumenti di programmazione strategica, il Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2027-2029 e “Umbria 2030: Patto per il Futuro dell’Umbria”. L’incontro si è svolto a Palazzo Donini alla presenza dei vertici regionali di Cgil, Cisl e Uil e della Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professionalità. Il percorso punta a definire strategie condivise per affrontare calo demografico, modernizzazione del sistema produttivo e attrazione degli investimenti.
Regione e sindacati insieme per definire le strategie future
L’appuntamento con le organizzazioni sindacali rappresenta una delle tappe del percorso partecipativo promosso dalla Giunta regionale. Nei giorni precedenti si erano già svolti incontri con enti locali, istituzioni pubbliche, società partecipate, scuola, università e formazione, mentre il primo ciclo di confronti si è concluso con il dialogo con le categorie datoriali.
La presidente della Regione Stefania Proietti ha evidenziato il valore del coinvolgimento delle parti sociali nella costruzione delle politiche regionali, sottolineando la necessità di un confronto diretto con il territorio.
“Il coinvolgimento delle parti sociali e sindacali rappresenta per la Giunta regionale un passaggio fondamentale per costruire, attraverso il dialogo con il territorio, scelte di programmazione realmente condivise e capaci di rispondere alle esigenze e alle prospettive dell’Umbria”, ha dichiarato Proietti.
Il percorso proseguirà con tavoli tematici dedicati ai diversi settori e con l’analisi delle proposte raccolte nella prima fase di confronto.
Cgil: salari bassi e lavoro irregolare tra le criticità
Durante l’incontro la segretaria generale della Cgil Umbria Maria Rita Paggio ha condiviso l’analisi sulle principali fragilità strutturali della regione, richiamando l’attenzione su calo demografico, difficoltà del capitale umano e carenze infrastrutturali.
Secondo la Cgil, però, accanto alla crescita occupazionale restano problemi legati alla qualità del lavoro, in particolare per quanto riguarda i salari bassi e la diffusione di fenomeni di lavoro grigio e nero, con particolare attenzione al comparto turistico.
Il sindacato ha chiesto che i finanziamenti pubblici siano collegati a precise condizioni: sicurezza nei luoghi di lavoro, retribuzioni adeguate e rispetto dei contratti collettivi. L’indicazione riguarda anche il settore dell’edilizia, alle prese con la conclusione della fase sostenuta dagli incentivi legati al Pnrr, e le politiche abitative considerate un elemento essenziale del diritto alla cittadinanza, soprattutto per lavoratori agricoli e migranti.
Cisl: puntare su tecnologia, formazione e produttività
Il segretario generale della Cisl Umbria Angelo Manzotti ha posto l’attenzione sul tema della produttività, indicando nella trasformazione tecnologica e nella qualificazione delle competenze due elementi fondamentali per il futuro economico regionale.
Tra le richieste avanzate figurano maggiori investimenti in innovazione tecnologica, riqualificazione del personale, ampliamento della contrattazione di secondo livello e sviluppo del welfare nelle piccole e medie imprese.
La Cisl ha inoltre chiesto di superare il fenomeno dei tirocini prolungati senza prospettive occupazionali, favorendo invece stabilizzazione e contratti applicati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative.
Secondo Manzotti, il Defr risulta coerente con gli obiettivi dell’Agenda 2030, ma serve un ulteriore impulso attraverso le opportunità offerte dalla Zes e dai fondi comunitari.
Uil: formazione e giovani al centro dello sviluppo
Il segretario generale della Uil Umbria Maurizio Molinari ha riconosciuto alcuni risultati già raggiunti dalla Regione, citando tra gli interventi positivi l’abbonamento a 70 euro e l’aumento dei posti disponibili negli asili nido.
Allo stesso tempo, il sindacato ha chiesto un maggiore collegamento tra il sistema formativo e le esigenze reali del mercato del lavoro regionale. L’obiettivo indicato è creare condizioni capaci di permettere ai giovani di rimanere in Umbria.
Secondo Molinari, i tavoli di concertazione devono produrre risultati concreti e non limitarsi al confronto istituzionale. La partecipazione, ha evidenziato il segretario della Uil, deve tradursi in decisioni con effetti misurabili sulla vita dei cittadini.
Defr e Patto per il futuro dell’Umbria al centro del confronto
Il confronto tra Regione e sindacati ha quindi individuato alcune direttrici comuni: sviluppo economico, qualità del lavoro, formazione, innovazione, servizi pubblici e attrazione degli investimenti.
La costruzione del Defr 2027-2029 e del documento “Umbria 2030: Patto per il Futuro dell’Umbria” proseguirà attraverso ulteriori incontri e approfondimenti settoriali, con l’obiettivo di definire una strategia regionale condivisa per affrontare le trasformazioni economiche e sociali dei prossimi anni.
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