La dodicesima edizione del Perso, Perugia Social Film Festival, è stata presentata il 18 settembre nella Sala Rossa di Palazzo dei Priori a Perugia e si svolgerà dal 24 settembre al 4 ottobre 2026. La rassegna coinvolgerà il capoluogo umbro con 56 film provenienti da più di 27 Paesi, 74 eventi e 13 luoghi della città, confermando il proprio ruolo nel panorama del cinema documentario e sociale.
Alla presentazione hanno partecipato la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, il vicepresidente e assessore alla Cultura della Regione Umbria Tommaso Bori, l’assessore al Turismo e Città storica Fabrizio Croce, la delegata del Rettore dell’Università degli Studi di Perugia Cristina Costantini, il direttore artistico del PerSo Film Festival Luca Ferretti, il direttore generale della Fondazione La Città del Sole Onlus Marco Casodi e il rappresentante di Ma Project Nicola Alessandrini.
Il tema scelto per l’edizione 2026 è “memoria e speranza”, due elementi che attraversano il programma della manifestazione e il rapporto tra cinema, comunità e trasformazioni sociali. La rassegna mantiene la sua impostazione dedicata al cinema del reale, utilizzando le opere in programma come strumento per affrontare questioni contemporanee legate a conflitti, migrazioni, diritti, identità, disabilità, ambiente e cambiamenti sociali.
Il festival diffuso nei luoghi della città
Il PerSo 2026 amplia la propria presenza sul territorio cittadino attraverso una formula sempre più diffusa. Oltre alle tre sale storiche del festival, PostModernissimo, Zenith e Cinema Méliès, il programma coinvolgerà altri spazi culturali di Perugia: Teatro Pavone, Palazzo della Penna, Chiostro di San Fiorenzo, Sala dei Notari, Complesso monumentale di San Pietro, ex Cinema Mignon, Chiesa delle Maddalene, Ma_project, Ristorante Inclusivo Numero Zero, Sottoluce APS e Casa Circondariale di Perugia-Capanne.
La manifestazione si sviluppa attraverso i due concorsi principali, PerSo Award e PerSo Short Award, affiancati da incontri, masterclass, omaggi e attività rivolte a pubblici diversi. Una delle caratteristiche del festival è infatti il coinvolgimento diretto della comunità attraverso tre giurie composte da detenute della Casa Circondariale di Perugia-Capanne, studenti universitari e studenti delle scuole superiori del Liceo G. Galilei.
Cinema, memoria e nuove tecnologie
Tra gli appuntamenti principali figura il percorso dedicato ai quarant’anni di Shoah di Claude Lanzmann, con la proiezione dell’opera integrale nell’ex Chiesa delle Maddalene, in dialogo con Je n’avais que le néant – Shoah par Lanzmann di Guillaume Ribot. Il programma prevede inoltre iniziative dedicate al centenario della nascita di Dario Fo e ai settant’anni di Andrea Pazienza.
Grande spazio sarà riservato anche al rapporto tra cinema e intelligenza artificiale. Per tutta la durata del festival Palazzo della Penna ospiterà l’Immersive Hub, con opere in realtà virtuale e cortometraggi realizzati con strumenti di intelligenza artificiale generativa. La selezione, secondo i curatori Luca Ferretti ed Elena Rebecca Carini, non punta sul solo aspetto tecnologico ma sulla capacità delle opere di interrogare il rapporto tra immagini, realtà e sguardo documentario.
“Non stiamo portando una mostra sull’intelligenza artificiale. Stiamo portando una mostra su cosa succede allo sguardo documentario quando la macchina comincia a produrre immagini del mondo”, hanno dichiarato i curatori.
Gli eventi e i film in programma
Il concorso principale, PerSo Award, propone dieci lungometraggi internazionali dedicati a temi come migrazioni, identità, memoria politica, marginalità e autodeterminazione. Il film di apertura sarà A Fox Under a Pink Moon di Mehrdad Oskouei, dedicato alla storia di Soraya, una giovane afghana impegnata nella ricerca di una via d’uscita dall’Iran per raggiungere la madre in Austria.
Tra le opere in concorso figurano anche Como tú me ves di M Sin Título, Endless Cookie di Seth e Peter Scriver e Redlight to Limelight di Bipuljit Basu, titoli che affrontano attraverso linguaggi differenti temi legati a identità, memoria familiare e condizioni sociali.
Il festival ospiterà inoltre la retrospettiva dedicata a Carlo Cresto Dina, produttore di opere di Alice Rohrwacher e Leonardo Di Costanzo. Il 3 ottobre sarà proprio Alice Rohrwacher a presentare, insieme al produttore, il film Corpo Celeste del 2011.
Tra le iniziative collaterali sono previste la mostra “Spero. Visioni contemporanee sul Conflitto” presso Ma Project, l’Area Self Publishing al Chiostro di San Fiorenzo e una serie di appuntamenti dedicati al rapporto tra Perugia e il cinema.
La cultura come strumento di partecipazione
Durante la presentazione, la sindaca Vittoria Ferdinandi ha sottolineato il ruolo della cultura nelle politiche cittadine e il valore del festival come occasione di confronto.
“Parliamo (riferendosi alla Città del Sole) di una delle principali realtà di avanguardia e cura che la nostra città può vantare; una fondazione che da sempre ha contribuito ad allargare lo sguardo, mai spaventato, verso le alterità”, ha dichiarato Ferdinandi.
La sindaca ha inoltre evidenziato che il festival sarà completamente gratuito per il pubblico, grazie al sostegno delle istituzioni, con l’obiettivo di garantire l’accessibilità degli eventi e favorire la partecipazione della cittadinanza.
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