La sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, è intervenuta all’iniziativa promossa dalla Fondazione Italianieuropei in Campidoglio a Roma, dove ha indicato nelle città i principali laboratori per affrontare i cambiamenti e le sfide globali. Durante l’incontro ha sostenuto la necessità di un progetto condiviso capace di partire dalle esperienze amministrative locali per trasformarsi in una proposta politica più ampia.
Nel corso dell’appuntamento romano, Ferdinandi ha evidenziato come dalle realtà urbane possa emergere una nuova idea di Paese, basata sui problemi concreti affrontati quotidianamente dai territori. La sindaca ha sottolineato che non sarebbe sufficiente un coordinamento tra amministratori locali, ma servirebbe un percorso in grado di riconoscere il ruolo delle città nella gestione delle trasformazioni sociali ed economiche.
Le emergenze sociali al centro del confronto
Nel suo intervento, la sindaca di Perugia ha richiamato alcune delle principali questioni che interessano le amministrazioni locali: emergenza abitativa, sanità, nuove povertà, lavoro povero, crisi democratica e solitudine.
Secondo Ferdinandi, le città condividono già un linguaggio comune legato ai bisogni delle comunità, ma la risposta non può limitarsi alla gestione delle emergenze. Le amministrazioni, secondo quanto dichiarato, devono affiancare agli interventi quotidiani una visione di lungo periodo capace di orientare le scelte future.
“La polvere sono i bisogni concreti e materiali delle persone. Ma se restiamo soltanto nella polvere, ci limitiamo ad amministrare l’esistente. Le città, invece, hanno bisogno di essere governate attraverso una visione”, ha affermato la sindaca di Perugia.
Diritti sociali e ruolo delle amministrazioni locali
Durante il suo intervento, Ferdinandi ha posto l’attenzione anche sul tema dei diritti fondamentali, citando casa, salute, educazione, mobilità e sicurezza come ambiti che non dovrebbero dipendere esclusivamente dalle possibilità economiche individuali o dalle capacità dei singoli Comuni.
“La loro effettività non può dipendere dal Comune in cui si nasce o dalla capacità di spesa di una singola amministrazione”, ha dichiarato la sindaca, sottolineando la necessità di un approccio che tenga conto delle differenze territoriali.
Nel suo ragionamento, Ferdinandi ha inoltre collegato le difficoltà vissute dalle comunità locali a trasformazioni più ampie della società. Ha richiamato il tema delle disuguaglianze, della precarietà del lavoro e dell’aumento delle situazioni di isolamento sociale, indicando questi elementi come questioni che richiedono nuove risposte pubbliche.
Un nuovo programma per il centrosinistra
Nel corso dell’iniziativa della Fondazione Italianieuropei, Ferdinandi ha affermato che il campo progressista avrebbe bisogno di un nuovo programma di governo e di una nuova idea di società.
“La destra organizza la paura, individua un nemico e propone risposte semplici a problemi complessi. Noi dobbiamo fare qualcosa di più difficile e ambizioso, tornare a costruire giustizia sociale e comunità”, ha dichiarato la sindaca.
Secondo Ferdinandi, il confronto deve partire dalle esperienze amministrative dei sindaci e dalla conoscenza diretta delle difficoltà affrontate dai cittadini. La proposta indicata nel corso dell’incontro punta quindi a collegare il livello locale con una prospettiva nazionale, utilizzando le città come punto di osservazione per interpretare i cambiamenti in corso.
La sindaca ha inoltre evidenziato la necessità di superare un modello basato esclusivamente sulla competizione e sulla responsabilità individuale, indicando l’obiettivo di rafforzare il concetto di comunità e giustizia sociale.
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