Pietrafitta, l’ex centrale elettrica diventa un polo per l’intelligenza artificiale

A Perugia nasce il Parco dell'innovazione contemporanea: Foro delle Arti e Umbria Data Garden trasformano il sito industriale in un centro dedicato a calcolo avanzato, ricerca e formazione

Un’ex centrale elettrica che per quasi un secolo ha alimentato l’Umbria si prepara a diventare, nell’arco di tre anni, un grande polo digitale dedicato all’intelligenza artificiale e alla ricerca. È il progetto presentato per il sito di Pietrafitta, in provincia di Perugia, tra i comuni di Panicale e Piegaro, promosso da Foro delle Arti, holding della famiglia di Brunello Cucinelli, insieme a Umbria Data Garden, società di nuova costituzione nata per guidarne la realizzazione. Alla presentazione hanno preso parte la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il sindaco di Piegaro Roberto Ferricelli, il sindaco di Panicale Giulio Cherubini e Riccardo Stefanelli, amministratore delegato di Brunello Cucinelli Spa e di Umbria Data Garden, oltre allo stesso Brunello Cucinelli con la moglie Federica e le figlie Carolina e Camilla.

Il progetto, denominato “Parco dell’innovazione contemporanea”, prevede la realizzazione di infrastrutture per il calcolo avanzato, l’intelligenza artificiale e la gestione sicura dei dati, messe al servizio della ricerca scientifica, della sanità, delle pubbliche amministrazioni, dell’Università e del sistema produttivo. Una parte centrale dell’iniziativa riguarda la formazione: l’obiettivo è favorire la nascita di nuove competenze, offrire opportunità ai giovani e creare in Umbria un luogo di incontro tra talenti, ricercatori, imprese e istituzioni.

A guidare la visione del progetto è un’immagine scelta da Stefanelli: i data center come “i nuovi mulini, produttori di una nuova farina”, ovvero la capacità computazionale, definita materia prima dell’intelligenza artificiale. Un’area rimasta a lungo, nelle sue parole, “abbandonata e assopita”, destinata a trasformarsi in un’infrastruttura tecnologica al servizio di imprese, ricerca, sanità e territorio.

“È prima di tutto un progetto di rigenerazione territoriale – ha spiegato Stefanelli – per sistemare luoghi che per troppo tempo sono rimasti abbandonati, assopiti, come mi piace dire, ma che possano guardare al futuro attraverso la costruzione di un’infrastruttura, quella del data center”.

La trasformazione, ha precisato l’amministratore delegato, dovrà rispettare alcune condizioni precise, tra cui la bellezza architettonica, l’armonia con il paesaggio circostante, la sostenibilità e una forte vocazione pubblica, soprattutto nei settori della sanità e della ricerca. “È ciò a cui teniamo di più, per dare valore non solo alle imprese che richiederanno questi servizi, ma anche al territorio e ai servizi pubblici”, ha aggiunto.

Sul fronte dei tempi, Stefanelli ha indicato un percorso in tre fasi: “Immaginiamo un anno per la demolizione e altri due per la costruzione. Riteniamo quindi che il progetto possa vedere la luce nell’arco di tre anni”.

Il progetto punta a recuperare gli edifici e le aree dell’ex sito industriale, dove possibile, grazie anche all’impegno dei Comuni di Panicale e Piegaro e della Regione Umbria, con il supporto degli strumenti dedicati alla rigenerazione delle aree industriali. È previsto inoltre un impiego crescente di energie rinnovabili e l’adozione di soluzioni innovative per l’efficienza energetica, il raffreddamento e il recupero del calore, nella convinzione che innovazione e sostenibilità debbano procedere insieme.

A Umbria Data Garden spetterà il compito di coinvolgere partner industriali, tecnologici e finanziari, attraendo investitori che condividano la visione del progetto e possano contribuire, con competenze e risorse, alla sua progressiva realizzazione.

Per Stefanelli, l’intelligenza artificiale non rappresenta una prospettiva lontana, ma uno strumento già parte della vita quotidiana e delle attività produttive. “È già il nostro presente, a qualsiasi livello – ha osservato -. Non riguarda soltanto le imprese altamente tecnologiche e innovative, ma anche realtà molto artigianali come la nostra, nelle quali esiste comunque una componente di innovazione e, quindi, la necessità di capacità computazionale, che oggi viene sviluppata attraverso l’intelligenza artificiale. È uno strumento contemporaneo, già presente nelle nostre vite”.

Il Parco dell’innovazione contemporanea si propone come un luogo aperto e condiviso, in cui istituzioni, Università, imprese, centri di ricerca e comunità locale possano collaborare per creare valore duraturo per l’Umbria, lasciando alle generazioni future un territorio più ricco di conoscenza, opportunità e bellezza.

“Pietrafitta porta con sé una storia fatta di persone e di idee, di lavoro e di energia – ha concluso Stefanelli -. Crediamo che questo territorio meriti un nuovo capitolo, fatto di conoscenza e innovazione, di rigenerazione e tecnologia, mettendo nuovamente al centro l’essere umano”.

Redazione

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