La manovra su Irpef e Irap in Umbria resterà in vigore fino al 2028 compreso e genererà un extra gettito stimato di 250 milioni di euro in quattro anni. Il provvedimento, approvato nell’aprile 2025, ha comportato nel 2026 un effetto combinato per lavoratori dipendenti e pensionati, con il recupero del conguaglio dell’anno precedente distribuito in undici mensilità e l’applicazione delle nuove aliquote dell’anno corrente. Come riportato dal Corriere dell’Umbria, sul tema si è discusso anche durante il confronto sul Defr (Documento di economia e finanza regionale) tra Regione Umbria, sindacati e associazioni di categoria.
La manovra fiscale e gli effetti sugli stipendi
La proroga della manovra Irpef e Irap consentirà alla Regione di contare su maggiori entrate per complessivi 250 milioni di euro nel periodo 2025-2028.
Nel 2026 il prelievo sugli stipendi dei lavoratori dipendenti e sulle pensioni è risultato più elevato per effetto della sovrapposizione tra il recupero relativo all’anno precedente e l’aumento delle aliquote previsto per l’anno in corso.
Il doppio effetto, secondo quanto riportato, continuerà fino a novembre, mentre a dicembre il prelievo sarà più contenuto.
La misura potrebbe essere confermata anche oltre il 2028, con possibili effetti fino al 2029.
Bori: “La manovra necessaria per sostenere la programmazione”
La scelta fiscale è stata richiamata dal vicepresidente della Regione e assessore al Bilancio Tommaso Bori durante il confronto sul Defr con le parti sociali. “Il quadro finanziario regionale cambia con la fine del Pnrr e la nuova programmazione dei fondi comunitari. Senza la manovra non sarebbe stato possibile cofinanziare molti programmi europei”, ha spiegato Bori.
L’assessore ha sottolineato anche l’impegno della Regione nella comunicazione delle modalità di utilizzo delle risorse pubbliche, attraverso la pubblicazione dei documenti relativi agli impieghi e il confronto con cittadini e rappresentanze sociali.
Il confronto con sindacati e categorie economiche
All’incontro hanno partecipato i rappresentanti regionali di Cgil, Cisl e Uil e della Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professionalità.
Il confronto si è concentrato sulle principali criticità economiche e sociali dell’Umbria, con particolare attenzione a lavoro, salari, produttività, formazione e sviluppo delle imprese.
L’assessore allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti ha raccolto le proposte arrivate dalle parti sociali, indicando come obiettivo quello di orientare gli strumenti regionali verso imprese capaci di garantire sicurezza, salari adeguati e rispetto dei contratti.
Cgil: focus su salari e qualità del lavoro
La segretaria generale della Cgil regionale Maria Rita Paggio ha condiviso l’analisi delle criticità strutturali del territorio, evidenziando però anche il tema dei salari.
Secondo la Cgil, nonostante la crescita occupazionale, restano bassi i livelli retributivi, con ulteriori difficoltà legate a fenomeni di lavoro irregolare o poco tutelato, presenti anche nel settore turistico.
Il sindacato ha chiesto che i finanziamenti pubblici siano collegati a condizioni precise, tra cui sicurezza sul lavoro, adeguatezza salariale e rispetto dei contratti, con attenzione anche al settore edilizio e alle politiche abitative.
Cisl: più investimenti in tecnologia e formazione
Il segretario generale della Cisl Umbria Angelo Manzotti ha posto al centro del suo intervento il tema della produttività. Secondo Manzotti servono maggiori investimenti in tecnologia, riqualificazione del personale, contrattazione di secondo livello e welfare nelle piccole e medie imprese.
La Cisl ha inoltre richiamato la necessità di superare l’utilizzo prolungato dei tirocini e di valorizzare contratti applicati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative.
Uil: formazione più vicina alle esigenze del territorio
Il segretario generale della Uil Umbria Maurizio Molinari ha riconosciuto alcuni risultati già raggiunti dalla Regione, ma ha chiesto un maggiore collegamento tra formazione e bisogni reali del sistema economico.
Secondo la Uil, un’offerta formativa più aderente alle richieste del territorio può contribuire a creare condizioni favorevoli affinché i giovani scelgano di restare in Umbria.
Federmanager e il tema energetico
Il presidente di Federmanager Umbria Massimo Cresta ha dedicato il proprio intervento alle questioni energetiche.
Al centro della riflessione le politiche legate all’efficientamento, alle fonti rinnovabili e alle strategie necessarie per sostenere la competitività del sistema produttivo regionale.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.