La Regione Umbria punta con decisione sull’istruzione, mettendo in campo circa 22 milioni di euro provenienti dal Fondo sociale europeo per rafforzare il sistema scolastico e sostenere studenti, famiglie e personale educativo. Le nuove misure sono state presentate a Perugia, nella Sala Fiume di Palazzo Donini, delineando un intervento strutturato che mira a riportare la scuola al centro delle politiche regionali.
Secondo quanto illustrato, il piano rappresenta un cambio di passo significativo. La presidente Stefania Proietti ha parlato di “una coraggiosa rivoluzione culturale”, sottolineando la volontà di investire in modo concreto e duraturo nel settore dell’istruzione. L’obiettivo è quello di rafforzare non solo l’offerta formativa, ma anche l’intero sistema delle cosiddette “comunità educanti”.
A dettagliare le linee di intervento è stato l’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli, che ha individuato tre direttrici principali su cui si sviluppa il piano. La prima riguarda il potenziamento dei servizi per l’infanzia, con 7 milioni di euro destinati alla creazione di nuovi posti negli asili nido, per rispondere alla crescente domanda delle famiglie.
Un secondo ambito di intervento è quello della scuola primaria, dove sono previsti 4,3 milioni di euro per l’estensione del tempo integrato, con l’obiettivo di conciliare meglio le esigenze didattiche con quelle familiari. La terza linea riguarda invece la mobilità, con 10 milioni di euro destinati agli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, misura pensata per agevolare l’accesso degli studenti ai servizi scolastici.
Il piano, come evidenziato dallo stesso Barcaioli, nasce anche come risposta ai tagli nazionali nel settore dell’istruzione. Il finanziamento interamente coperto dal Fondo sociale europeo rappresenta una scelta strategica della Giunta regionale, che ha lavorato per intercettare e utilizzare risorse che rischiavano di non essere impiegate.
La presidente Proietti ha sottolineato proprio questo aspetto, evidenziando come la Regione sia riuscita a recuperare fondi europei destinati a rientrare a Bruxelles, trasformandoli invece in un investimento concreto per il territorio. Un’operazione che ha consentito di indirizzare risorse verso famiglie, studenti e istituzioni scolastiche.
Anche il vicepresidente Tommaso Bori ha rimarcato il valore del progetto, definendolo coerente con una visione di lungo periodo. L’idea è quella di costruire un sistema educativo integrato, capace di accompagnare i cittadini dall’infanzia fino all’università. In questo contesto, viene superata la logica dei contributi una tantum, privilegiando interventi strutturali e continuativi.
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