La bandiera palestinese esposta davanti a Palazzo Donini, sede della Regione Umbria a Perugia, è stata sostituita dopo essersi deteriorata a causa delle condizioni atmosferiche. L’intervento è stato effettuato dall’assessore regionale alla Pace Fabio Barcaioli insieme alle associazioni e agli enti che fanno parte del Cantiere della Pace della Regione Umbria. La nuova bandiera continuerà a essere esposta per mantenere alta l’attenzione sulla situazione della popolazione palestinese e sugli eventi nella Striscia di Gaza.
L’iniziativa si è svolta a Perugia alla presenza di rappresentanti di diverse realtà impegnate sui temi della pace, della cooperazione e dei diritti umani. Durante il momento pubblico sono intervenuti Tonio Dell’Olio, coordinatore del Cantiere della Pace; Francesco Asdrubali, prorettore dell’Università per Stranieri di Perugia; Simonetta Lumediluna, coordinatrice di Emergency Perugia; Lucia Maddoli di Felcos Umbria e consigliera comunale di Perugia; Michele Greco, segretario organizzativo della Cgil Umbria; Fabrizio Germini per Amnesty International.
Secondo quanto dichiarato dall’assessore Barcaioli, la sostituzione della bandiera rappresenta anche un momento per ribadire l’attenzione dell’Umbria verso la crisi umanitaria in corso. Il simbolo continuerà a essere visibile davanti alla sede istituzionale della Regione come richiamo alla necessità di mantenere aperto il dibattito sulla situazione nella Striscia di Gaza.
«La bandiera che oggi sostituiamo è un richiamo alla nostra memoria, che deve rimanere viva», ha affermato Barcaioli, sottolineando l’importanza di non dimenticare le conseguenze del conflitto sulla popolazione civile.
Nel suo intervento l’assessore ha richiamato la situazione dei civili palestinesi e le condizioni vissute nella Striscia di Gaza. «A Gaza ogni giorno muoiono persone, tra cui bambine e bambini, e non possiamo permettere che le loro vite e le loro storie vengano dimenticate», ha dichiarato Barcaioli.
L’esponente della Giunta regionale ha inoltre evidenziato la necessità di continuare a osservare quanto accade nell’area e di mantenere alta l’attenzione sulle condizioni della popolazione. Nel suo intervento ha citato anche episodi legati alla vita quotidiana dei bambini nella Striscia, spiegando che anche attività semplici come far volare gli aquiloni sarebbero diventate motivo di timore dopo le tensioni legate alle operazioni militari.
La sostituzione della bandiera è stata anche l’occasione per rilanciare la campagna “Un’altra difesa è possibile”, iniziativa dedicata alla promozione della difesa civile, non armata e nonviolenta.
«Mentre la spesa militare aumenta e i conflitti si moltiplicano, esiste un’altra possibilità, prevista dalla nostra Costituzione», ha dichiarato Barcaioli, richiamando il principio contenuto nell’articolo 52 della Costituzione italiana, secondo cui il dovere di difesa della Patria può essere assolto anche attraverso strumenti diversi dall’impiego delle armi.

Risolvere i conflitti solo con la mediazione
Secondo l’assessore, tra questi strumenti rientrano la prevenzione dei conflitti, la mediazione, la cooperazione internazionale e il rafforzamento della coesione sociale. Nel suo intervento ha ricordato inoltre il riconoscimento della difesa civile non armata da parte della Corte costituzionale già nel 1985.
La campagna “Un’altra difesa è possibile” punta infatti a promuovere un modello di sicurezza fondato sulla gestione preventiva delle crisi e sulla capacità delle istituzioni e delle comunità di intervenire attraverso strumenti pacifici.
«Ho firmato questa campagna perché credo nella necessità di costruire una sicurezza fondata sulla prevenzione e sulla capacità di affrontare i conflitti senza ricorrere alle armi», ha aggiunto Barcaioli, invitando cittadini e cittadine a sostenere l’iniziativa.
L’appuntamento organizzato davanti a Palazzo Donini si inserisce quindi nel percorso promosso dal Cantiere della Pace della Regione Umbria, che riunisce associazioni, enti e organizzazioni impegnate sui temi della solidarietà internazionale, dei diritti umani e della promozione della pace.
La presenza della bandiera palestinese continuerà a caratterizzare lo spazio esterno della sede regionale come elemento simbolico legato al confronto pubblico sulla situazione internazionale e sulle iniziative dedicate alla pace.
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