Governo conferma dimensionamento scolastico in Umbria, salva Città di Castello

La decisione del Ministero dell’Istruzione respinge la proposta regionale di mantenere 131 autonomie per un anno. Barcaioli: “Serve confronto, non decisioni imposte”.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha confermato il limite di 130 autonomie scolastiche per l’Umbria, respingendo la proposta della Regione di mantenere 131 istituzioni per un solo anno scolastico. La decisione riguarda il dimensionamento della rete scolastica regionale e coinvolge le scuole del territorio, con particolare riferimento all’area ternana e a Città di Castello.

L’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli ha commentato la comunicazione ministeriale spiegando che la soluzione proposta dalla Regione avrebbe rappresentato un percorso temporaneo per gestire una fase complessa. “Il Ministero dell’Istruzione ha scelto di respingere la proposta della Regione che aveva individuato la soluzione di mantenere 131 autonomie per un solo anno scolastico, senza aumentare il numero delle dirigenze assegnate all’Umbria, utilizzando lo strumento della reggenza per l’autonomia aggiuntiva”, ha dichiarato l’assessore.

Secondo Barcaioli, quella ipotizzata dalla Regione era una soluzione di equilibrio pensata per accompagnare il passaggio verso il nuovo assetto organizzativo senza trasferire sulle scuole le conseguenze dell’incertezza istituzionale maturata nei mesi precedenti.

Era una soluzione di mediazione pensata per accompagnare una fase resa complessa dalle decisioni assunte dal Governo e per evitare che fossero le scuole a pagare il prezzo di mesi di incertezza istituzionale. Il Ministero ha deciso di non accoglierla”, ha aggiunto l’assessore regionale.

La situazione attuale è il risultato di un percorso iniziato con il piano di dimensionamento scolastico approvato dalla Regione Umbria e successivamente modificato attraverso un intervento commissariale. Barcaioli ha ricordato che il Governo non avrebbe riconosciuto all’Umbria il numero di autonomie ritenuto necessario dalla Regione e che il commissariamento avrebbe portato a un diverso modello organizzativo.

Il Governo, non solo non ci ha concesso le autonomie scolastiche di cui abbiamo diritto ma attraverso il commissariamento, ha ribaltato il piano approvato dalla Regione Umbria e ha imposto un nuovo assetto del dimensionamento scolastico”, ha affermato Barcaioli.

La vicenda ha poi registrato un passaggio giudiziario con la sentenza del Tar dell’Umbria, che ha annullato gli atti adottati dal commissario. Secondo la Regione, il pronunciamento avrebbe messo in discussione la legittimità delle decisioni assunte, mentre il Ministero avrebbe continuato a sostenere l’impostazione precedente.

Quel percorso è stato poi annullato dalla sentenza del Tar dell’Umbria, che ha rigettato gli atti adottati dal commissario e ha messo in discussione la legittimità di quelle scelte. Nonostante questo, il Ministero ha continuato a difendere quella impostazione, prolungando una situazione di incertezza che oggi ricade sulle scuole e sui territori”, ha spiegato l’assessore.

La nuova riorganizzazione arriva in una fase particolarmente delicata del calendario scolastico. La comunicazione ministeriale è arrivata a poche settimane dall’inizio delle lezioni, quando dirigenti scolastici, personale amministrativo e comunità scolastiche avevano già avviato le procedure necessarie per la ripartenza dell’anno.

Il risultato è che oggi, a fine luglio, il Ministero interviene sugli assetti scolastici umbri ridefinendo le istituzioni scolastiche coinvolte nel territorio ternano e riportando Città di Castello all’assetto previsto dal piano regionale”, ha dichiarato Barcaioli.

L’assessore ha inoltre sottolineato che le principali operazioni amministrative sono già state completate. “Lo stesso Ministero comunica che le operazioni di organico, mobilità e assegnazione del personale sono già state effettuate. È la conferma delle difficoltà create da una gestione che ha portato la scuola umbra a dover affrontare cambiamenti organizzativi in una fase ormai avanzata”, ha aggiunto.

Sul tema del dimensionamento, la Regione ha ribadito che non viene contestata la possibilità di modificare l’organizzazione scolastica quando necessario, ma il metodo adottato. “Non abbiamo mai sostenuto che la scuola non debba essere riorganizzata o che gli assetti scolastici non possano cambiare quando necessario. Ma non si può intervenire sulla scuola pubblica con la logica della mannaia, attraverso tagli al personale, ai dirigenti scolastici e alle autonomie”, ha affermato l’assessore.

La posizione regionale resta quindi orientata alla richiesta di un confronto con il Ministero e al coinvolgimento degli enti locali e delle comunità scolastiche interessate. “La Regione è al fianco dell’amministrazione comunale di Terni, dei dirigenti scolastici e di tutte le comunità coinvolte”, ha dichiarato Barcaioli.

L’assessore ha concluso chiedendo una revisione dell’approccio seguito finora: “Dobbiamo continuare, insieme, a chiedere al Ministero di abbandonare l’arroganza che li ha contraddistinti fino ad ora, e di accettare una soluzione di buonsenso, che tenga conto della situazione venutasi a creare e che consenta di affrontare questa fase attraverso il confronto e la mediazione, non attraverso decisioni imposte a ridosso dell’avvio delle lezioni”.

Redazione

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