Un incidente di caccia avvenuto nel 2019 a Gubbio si conclude con una condanna a 4 mesi di reclusione per lesioni colpose e omissione di soccorso. L’episodio risale all’ottobre 2019, quando durante una battuta di caccia al cinghiale nelle campagne di Gubbio, un cacciatore 50enne ferì accidentalmente il compagno. Il colpo di fucile partì mentre l’arma veniva spostata all’interno dell’auto utilizzata dai due per raggiungere la zona di caccia. La Procura ha ricostruito che il fucile, posizionato tra il sedile del passeggero e il cambio, non era stato messo in sicurezza. La vittima riportò una grave ferita all’avambraccio destro.
Come riportato da Umbria 24, il giudice ha riconosciuto l’imputato responsabile di imprudenza nella gestione dell’arma e di omissione di soccorso. Infatti, l’allarme al 118 è stato dato solo dopo più di un’ora dallo sparo, e non dall’imputato, bensì da una terza persona. Questi ritardi sono stati fondamentali nell’accusa di omissione.
Il processo si è avvalso di una perizia balistica che ha permesso di chiarire i dettagli tecnici dell’incidente. Al termine, il giudice ha emesso una condanna a 4 mesi di reclusione, con pena sospesa. Si prospetta un secondo procedimento per i risarcimenti civili. L’avvocato di parte civile, Pietro Gigliotti, ha espresso soddisfazione per la sentenza di primo grado, ritenendola un segnale importante per la sicurezza nelle attività di caccia.
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