La Giunta regionale ha approvato un ambizioso “Piano di valorizzazione” per l’ex ospedale Calai di Gualdo Tadino, trasformandolo in una moderna “cittadella della salute”. Questo progetto è stato descritto dai vertici della Regione come un esempio innovativo di medicina territoriale e comunitaria, destinato a diventare un modello per la riorganizzazione del sistema sanitario regionale.
Durante una conferenza stampa tenutasi nel Salone d’Onore di Palazzo Donini a Perugia, è stato annunciato il finanziamento di oltre 9 milioni di euro per la prima fase di questo progetto, un segnale di forte impegno politico. “Questo progetto è il frutto di un lavoro meticoloso per identificare le risorse necessarie,” ha affermato la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei. “Con la delibera di Giunta abbiamo messo le basi per un’iniziativa che beneficia di finanziamenti sicuri.”
Tesei ha sottolineato l’importanza di questo progetto nella visione regionale di una sanità vicina ai cittadini, puntando su ospedali e case di comunità per garantire cure efficaci. “La trasformazione dell’ex ospedale Calai è un passo significativo verso la riorganizzazione e l’ottimizzazione dell’intera rete sanitaria regionale,” ha aggiunto.
Il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, ha espresso grande soddisfazione per la riapertura della struttura, chiusa dal 2008. “La sfida è offrire servizi territoriali che rispondano alle esigenze sempre più pressanti dei cittadini, in particolare per le fasce più deboli,” ha evidenziato Presciutti.
Anche il vicepresidente della Giunta regionale, Roberto Morroni, ha espresso entusiasmo per il progetto, evidenziando il lungo percorso per arrivare a questa tappa fondamentale. “La cittadella della salute di Gualdo Tadino diventerà un modello esportabile in altre aree della regione, oltre ad essere un volano per la crescita socio-economica della città,” ha affermato Morroni.
L’assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, ha specificato che la struttura ospiterà diverse funzioni sanitarie, tra cui un hospice da 11 posti letto, una Rsa, il 118 e un’unità di riabilitazione cardiologica. Infine, il direttore generale dell’Usl Umbria 1, Nicola Nardella, ha definito l’iniziativa una “esperienza pilota” per sviluppare modelli alternativi alla funzione ospedaliera tradizionale, in linea con la ristrutturazione degli ospedali regionali, in particolare quello di Branca, che sarà strettamente collegato alla nuova cittadella della salute.
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