Carburante, Filt Cgil Umbria: treni per i tir con autista a bordo

Il segretario generale Ciro Zeno denuncia il rischio per il trasporto e la logistica umbri a causa dei rincari di benzina e diesel. Il sindacato chiede fondi diretti al settore e propone l’autostrada ferrata viaggiante dall’Umbria.

La Filt Cgil Umbria lancia l’allarme sull’impennata dei costi del carburante, che a suo giudizio mette a rischio la tenuta del comparto dei trasporti e della logistica in regione. A parlare è il segretario generale Ciro Zeno, secondo cui il rincaro di benzina e diesel è incompatibile con la continuità aziendale delle imprese. Il sindacato imputa la situazione alle scelte del Governo e all’assenza di contromisure adeguate. Chiede un cambio di rotta e avanza proposte per l’intermodalità tra gomma e ferro.

L’allarme per commesse e posti di lavoro

Per Zeno i numeri «non lasciano spazio a interpretazioni». Senza interventi strutturali, sostiene, il rischio di perdere commesse vitali e di distruggere centinaia di posti di lavoro in Umbria è imminente. Secondo la Filt Cgil, il settore è un pilastro dell’economia regionale e della catena di distribuzione del territorio. Il sindacato parla di una gestione politica che avrebbe portato al «baratro» e di un’«apocalisse» dei costi che ha superato ogni previsione.

Il timore di nuove proteste

La Filt Cgil Umbria guarda anche alle mobilitazioni degli autotrasportatori. Dopo le proteste e i blocchi civili al Sud, il timore è che la mobilitazione si estenda rapidamente al Centro e al Nord Italia, coinvolgendo l’intero settore della logistica. Il sindacato ricorda di aver segnalato il problema in ogni sede e di aver avvertito che la mancanza di risposte immediate avrebbe generato dissensi sociali ed economici. Definisce il Governo «miope e sordo», incapace di ascoltare gli allarmi lanciati anche da una realtà «piccola ma strategica» come quella umbra.

Le richieste al Governo

Tra le richieste c’è la revisione della strategia economica nazionale, con risorse e fondi diretti al settore dei trasporti e una visione di lungo periodo. Il sindacato chiede inoltre di affrancarsi dai combustibili fossili e di puntare sull’intermodalità. Zeno sollecita anche il rispetto integrale dei trattati internazionali sull’ambiente, da Kyoto a Roma fino a Parigi. Secondo il sindacato, gestire la logistica con logiche del passato significherebbe tornare indietro di cinquant’anni.

Hub logistici e autostrada ferrata

La Filt Cgil Umbria indica come soluzioni immediate e tecnologicamente avanzate gli hub logistici integrati. Si tratta di punti di connessione in cui rafforzare l’interazione tra i settori gomma, ferro e aria, per ridurre i costi di gestione dei vettori.

La prima proposta è l’autostrada ferrata viaggiante con autista a bordo. Prevede di far partire dall’Umbria treni dedicati su cui imbarcare i tir con l’autista al seguito. Il servizio riguarderebbe le tratte medie e lunghe, a partire dai 300 chilometri, verso nord o verso sud. Secondo il sindacato, la soluzione tutelerebbe i posti di lavoro, aumenterebbe la sicurezza stradale, ridurrebbe il traffico e abbatterebbe i costi di gestione dei mezzi su gomma a favore del ferro.

La seconda richiesta riguarda infrastrutture moderne per l’intermodalità. Il sindacato chiede rampe idonee, funzionali e tecnologicamente avanzate, che consentano operazioni di salita e discesa rapide dei mezzi. L’obiettivo è mantenere gli stessi livelli di produzione e i medesimi tempi di distribuzione.

Il messaggio conclusivo

Nel messaggio conclusivo Zeno sostiene che guardare ai trasporti «con gli occhi di oggi» significhi restare prigionieri di un modello superato. A suo avviso l’integrazione gomma-ferro con autista a seguito riduce i costi, tutela l’ambiente e salvaguarda l’occupazione. La Filt Cgil Umbria ritiene che la soluzione sia realizzabile e che debba essere attuata: «Ora si può fare, si deve fare».

Redazione

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