Si nasconde nell’armadio della ex violando il divieto di avvicinamento: arrestato

Un 26enne indagato per stalking è stato trasferito alla Casa circondariale di Perugia Capanne dopo l’aggravamento della misura cautelare. Secondo la Procura, avrebbe violato le restrizioni introducendosi nella casa dell’ex compagna.

Un giovane di 26 anni, indagato per atti persecutori, è stato condotto nel carcere di Perugia Capanne. L’ordinanza di aggravamento della misura cautelare è stata eseguita dai Carabinieri della Stazione di Corciano. Il provvedimento è stato disposto dal Giudice della sezione penale del Tribunale di Perugia, su richiesta della Procura della Repubblica. A darne notizia è stato un comunicato stampa dell’ufficio giudiziario, datato 19 ottobre 2026. Il giudice ha revocato gli arresti domiciliari, a cui l’uomo era sottoposto dallo scorso luglio, e ne ha ordinato la traduzione in carcere.

Dal divieto di avvicinamento ai domiciliari

Secondo quanto riferito dalla Procura, i domiciliari erano stati disposti a seguito della violazione del divieto di avvicinamento cui l’uomo era già sottoposto. Si trattava dunque di una misura cautelare più lieve, che non avrebbe però impedito, secondo la ricostruzione degli inquirenti, nuovi episodi nei confronti della donna.

La Procura precisa che il quadro emerge da quanto ricostruito nell’ambito del procedimento penale. L’indagato è quindi da considerare tale, in attesa degli sviluppi del procedimento.

L’irruzione nell’abitazione dell’ex compagna

Nell’episodio che ha portato all’aggravamento, il 26enne si sarebbe introdotto nell’abitazione dell’ex compagna. Secondo la ricostruzione, le avrebbe sottratto il telefono e si sarebbe nascosto all’interno di un armadio. L’intervento dei militari della Stazione di Corciano è stato richiesto dalla vittima ed è stato descritto come tempestivo.

Messaggi, telefonate e fotografie

L’intervento dei Carabinieri ha consentito di ricostruire le minacce e le persecuzioni attribuite all’uomo. Gli inquirenti parlano di condotte messe in atto attraverso messaggi, numerose telefonate e l’invio di fotografie. Queste ultime, secondo l’accusa, erano volte a dimostrare il controllo costante sugli spostamenti della donna.

Il contrasto alla violenza di genere

La Procura inquadra l’attività nel più ampio impegno dell’Arma dei Carabinieri, e in particolare dei militari della Compagnia di Perugia, nel contrasto ai reati riconducibili alla violenza di genere. Il comunicato richiama l’adozione, di concerto con l’Autorità giudiziaria, di provvedimenti tempestivi ed efficaci, finalizzati alla tutela delle vittime.

Che cosa prevede l’aggravamento della misura

L’aggravamento di una misura cautelare è lo strumento con cui il giudice sostituisce una restrizione con un’altra più severa quando la precedente non risulta adeguata. Nel caso in esame si passa dagli arresti domiciliari alla custodia in carcere. La decisione è stata assunta su impulso della Procura di Perugia, che ha chiesto l’intervento del giudice dopo l’episodio ricostruito dai militari.

Il comunicato è firmato dal procuratore della Repubblica reggente, Gennaro Iannarone, e riporta il protocollo del 19 ottobre 2026. Nel testo non vengono indicati il nome dell’indagato né quello della vittima, in linea con la tutela delle persone coinvolte. Non sono inoltre specificati il comune di residenza della donna né la data precisa dell’episodio che ha portato al nuovo provvedimento.

Redazione

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