Anziani, nuova casa di quartiere a Perugia ma Casciari chiede «servizi più omogenei»

A San Martino apre un nuovo servizio di prossimità per anziani autosufficienti. La garante regionale Carla Casciari: «Ancora troppe disomogeneità territoriali».

Anziana

Una nuova casa di quartiere apre a San Martino di Perugia, ampliando la rete dei servizi di prossimità rivolti agli over 65 autosufficienti. L’iniziativa arriva in una regione, l’Umbria, caratterizzata da uno degli indici di vecchiaia più elevati d’Italia, e si inserisce in un modello di welfare orientato a sostenere l’autonomia delle persone anziane all’interno delle loro comunità. La struttura offre un’accoglienza diurna con frequenza volontaria e modulabile e attività socio-culturali organizzate. Con la nuova apertura salgono a 19 le case di quartiere autorizzate dalla Regione Umbria, per un totale di 862 posti secondo i dati riferiti al 2024.

Una rete per contrastare isolamento e istituzionalizzazione

A sottolineare il significato dell’apertura è Carla Casciari, Garante regionale per le persone anziane dell’Umbria, che richiama l’evoluzione della struttura demografica regionale e la necessità di adeguare di conseguenza i servizi.

«L’Umbria continua ad essere uno dei territori con il più alto indice di vecchiaia in Italia. Questa condizione attesta una buona qualità degli stili di vita ma impone una rapida revisione dei modelli di protezione socio assistenziale».

Secondo Casciari, il cambiamento demografico richiede un sistema di welfare maggiormente orientato alla prossimità. L’obiettivo è offrire agli anziani e alle loro famiglie soluzioni che consentano di mantenere i legami con il territorio, evitando che l’avanzare dell’età determini automaticamente l’allontanamento dal proprio contesto sociale.

«Le politiche di welfare si stanno spostando verso modelli meno rigidi, più prossimi agli over 65 e dalle loro famiglie, per evitare da una parte l’allontanamento dalle proprie comunità /quartieri e dall’altro per far argine alla crescente solitudine determinata da una rete familiare disgregata».

La nuova struttura di San Martino

La casa di quartiere di San Martino di Perugia è pensata per persone over 65 autosufficienti e rappresenta un servizio diurno basato sulla partecipazione volontaria. La frequenza può essere modulata in base alle esigenze degli utenti, mentre le attività organizzate permettono di dare una struttura alla giornata attraverso iniziative di carattere sociale e culturale.

Casciari ha accolto positivamente l’apertura, considerandola un ulteriore tassello nella costruzione di una rete di servizi che non si limita all’assistenza sanitaria, ma punta a preservare la vita autonoma e la partecipazione alla comunità.

«Questo passaggio da strutture tradizionali a strutture flessibili e di prossimità è il cardine per preservare l’autonomia ed evitare istituzionalizzazioni improprie in residenze a carattere sanitario».

La nuova struttura si aggiunge alle 18 case di quartiere già autorizzate dalla Regione Umbria nelle diverse zone sociali. Il sistema, secondo i dati del 2024, dispone complessivamente di 862 posti.

Un modello che comprende diverse soluzioni

Le case di quartiere costituiscono soltanto una parte dell’offerta prevista dal modello regionale per accompagnare la popolazione anziana nella fase della longevità attiva. Il regolamento regionale contempla infatti anche gruppi appartamento, residenze servite, residenze senior e appartamenti autogestiti.

Si tratta di formule differenti, accomunate dalla presenza di uno o più operatori sociali con una funzione di supporto. Gli operatori agiscono come facilitatori, contribuendo a sostenere l’autonomia degli anziani senza sostituirsi alle loro capacità decisionali e personali.

Il modello punta quindi a creare una serie di alternative tra la piena autonomia individuale e il ricorso a strutture residenziali di carattere sanitario. In questo modo l’assistenza può essere calibrata sulle diverse necessità, mantenendo per quanto possibile la persona all’interno del proprio ambiente sociale.

Casciari: «Troppa disomogeneità territoriale»

Proprio sulla distribuzione dei servizi emerge però una delle principali criticità evidenziate dalla Garante regionale. Non tutte le aree dell’Umbria garantirebbero infatti le stesse opportunità agli over 65, con differenze nell’offerta disponibile tra le diverse zone sociali.

«La sfida della permanenza degli over 65 in longevità attiva con un welfare che supporta l’autonomia prevede, da regolamento regionale, oltre alle case di quartiere, gruppi appartamento, residenze servite, residenze senior, appartamenti autogestiti strutture nelle quali interviene uno o più operatori sociali che fungono da facilitatori e supportano l’autonomia».

Casciari considera il sistema umbro «dinamico ed attuale», ma individua una questione ancora irrisolta nella distribuzione territoriale dei servizi.

«Il modello umbro quindi si attesta come un sistema dinamico ed attuale ma ha ancora troppe disomogeneità territoriali che non offrono uguali opportunità agli over 65 della nostra regione».

Welfare e longevità attiva

La questione riguarda anche il modo in cui viene affrontato l’invecchiamento della popolazione. La prospettiva indicata dalla Garante è quella di un welfare capace di sostenere la longevità attiva e la dignità dell’anziano, senza concentrare la risposta esclusivamente sull’assistenza sanitaria.

Le strutture di prossimità possono assumere quindi una funzione preventiva e sociale, offrendo occasioni di relazione e attività alle persone anziane autosufficienti e contribuendo a contrastare l’isolamento.

«La sostenibilità del sistema che guarda alla longevità attiva e alla dignità dell’anziano, piuttosto che un sistema spostato, spesso in modo improprio, alla sola assistenza sanitaria, dipenderà dalla lungimiranza delle amministrazioni comunali e dal lavoro di squadra delle zone sociali».

L’apertura della nuova casa di quartiere di San Martino si inserisce così nella rete regionale dei servizi dedicati alla popolazione anziana, mentre resta aperta la questione dell’equilibrio territoriale dell’offerta e della possibilità di garantire servizi analoghi nelle diverse zone dell’Umbria.

 

Redazione

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