Rifiuti in Umbria, 3,5 milioni per nuovi centri di raccolta e riqualificazioni

La Giunta regionale approva i criteri del bando per finanziare nuove strutture e potenziare quelle esistenti. Contributi a fondo perduto fino al 90% per i Comuni, con incentivi per fotovoltaico, centri del riuso ed economia circolare.

La Regione Umbria mette a disposizione 3,5 milioni di euro per realizzare nuovi centri di raccolta dei rifiuti e riqualificare quelli già esistenti, con contributi a fondo perduto che potranno coprire fino al 90% delle spese ammissibili. La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore all’Ambiente e all’Energia Thomas De Luca, la delibera che definisce i criteri per l’apertura di un bando pubblico rivolto ai Comuni, alle unioni di Comuni e ai raggruppamenti di amministrazioni comunali umbre. Le risorse provengono dal Programma regionale Fesr 2021-2027, con una quota di cofinanziamento regionale assicurata dal Fondo di Sviluppo e Coesione. L’intervento punta a migliorare la raccolta differenziata, favorire il recupero dei materiali e ridurre la quantità di rifiuti destinati allo smaltimento in discarica.

Il provvedimento definisce le modalità generali di finanziamento e distingue gli interventi destinati alla costruzione di nuove strutture da quelli per l’ammodernamento dei centri già operativi. La pubblicazione del bando consentirà agli enti interessati di presentare i progetti secondo le condizioni e le procedure che saranno stabilite.

Due linee di finanziamento per i centri di raccolta in Umbria

La dotazione economica è stata suddivisa in due linee, pensate per rispondere alle diverse esigenze dei territori e alla dimensione dei bacini di utenza.

La quota più consistente, pari a 2,5 milioni di euro, finanzierà la realizzazione di nuovi centri di raccolta comunali o intercomunali destinati a servire bacini con più di 10mila abitanti. Per ciascun progetto sarà possibile ottenere un contributo massimo di 1,2 milioni di euro, sempre entro il limite del 90% della spesa ammissibile.

La seconda linea dispone invece di un milione di euro e riguarda gli interventi sui centri di raccolta esistenti, con particolare riferimento ai bacini fino a 10mila abitanti.

In questo caso saranno finanziabili lavori di ampliamento, potenziamento, completamento e rifunzionalizzazione delle strutture, con un contributo massimo di 500mila euro per intervento.

La distinzione permette di sostenere sia la creazione di nuovi punti di conferimento sia l’adeguamento delle infrastrutture già presenti, soprattutto nei territori dove occorre migliorare l’organizzazione del servizio.

Le amministrazioni interessate dovranno predisporre progetti coerenti con le finalità del bando e con i requisiti tecnici previsti per gli interventi finanziabili.

De Luca: «I centri di raccolta sono presidi strategici di sostenibilità»

L’assessore regionale all’Ambiente e all’Energia Thomas De Luca ha collegato il finanziamento alla necessità di aggiornare le infrastrutture dedicate alla gestione dei rifiuti, rendendole più efficienti e funzionali alle esigenze dei cittadini.

«Con questa delibera – dichiara l’assessore Thomas De Luca – diamo un segnale concreto ai territori, mettendo a disposizione delle amministrazioni locali risorse fondamentali per ammodernare la rete dei servizi ambientali».

Il provvedimento rientra nelle politiche regionali rivolte al rafforzamento della raccolta differenziata e al recupero delle materie prime seconde, attraverso strutture capaci di intercettare materiali che richiedono modalità specifiche di conferimento.

«I centri di raccolta non sono semplici aree di stoccaggio, ma presidi strategici di sostenibilità indispensabili per ridurre i rifiuti avviati in discarica e valorizzare le frazioni recuperabili. Il nostro obiettivo è dotare l’Umbria di infrastrutture moderne ed efficienti, accompagnando Comuni e cittadini verso un modello economico pienamente circolare e rigenerativo».

L’obiettivo della Regione è dunque rafforzare la rete dei centri comunali e intercomunali, migliorando la capacità degli impianti di raccogliere separatamente le diverse tipologie di rifiuti e favorirne il successivo recupero.

Dai rifiuti elettronici ai tessili, cosa potranno raccogliere i centri

I centri di raccolta costituiscono un punto di riferimento per il conferimento di materiali che, per dimensioni o caratteristiche, non possono essere gestiti attraverso i normali contenitori della raccolta domestica.

Tra le tipologie interessate figurano i RAEE, cioè i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, i prodotti tessili, i rifiuti ingombranti e alcune categorie di materiali provenienti da attività di costruzione.

La disponibilità di strutture adeguate permette di separare questi flussi prima del successivo trattamento, migliorando la qualità dei materiali destinati al recupero.

Una gestione più efficiente dei conferimenti può inoltre contribuire a limitare la presenza di frazioni recuperabili nei rifiuti indifferenziati, favorendo il riutilizzo delle risorse all’interno dei processi produttivi.

L’aumento della quantità e della qualità della raccolta differenziata rappresenta uno degli obiettivi principali dell’intervento regionale, insieme al miglioramento dell’accessibilità dei servizi per cittadini e amministrazioni.

I finanziamenti potranno quindi sostenere infrastrutture capaci di rispondere alle necessità dei diversi territori, anche attraverso il potenziamento degli spazi e delle attrezzature utilizzate per la separazione dei materiali.

Fotovoltaico e centri del riuso tra i criteri premianti

La selezione dei progetti non dipenderà soltanto dalla tipologia degli interventi, ma anche dalla loro qualità tecnica e dalla capacità di integrare ulteriori funzioni ambientali e sociali.

Tra gli elementi che potranno ottenere una valutazione favorevole rientra l’installazione di impianti fotovoltaici, per favorire l’utilizzo di energia rinnovabile nelle strutture destinate alla raccolta dei rifiuti.

Particolare attenzione sarà riservata anche alla presenza di centri del riuso, spazi nei quali beni ancora utilizzabili possono essere recuperati e rimessi a disposizione anziché diventare rifiuti.

Un altro criterio riguarda l’integrazione di empori solidali, destinati alla valorizzazione delle eccedenze alimentari e dei beni usati, con la possibilità di collegare le attività ambientali a iniziative di carattere sociale.

La Regione intende inoltre attribuire rilievo agli interventi capaci di ridurre le differenze tra territori, privilegiando anche le aree dove i livelli di raccolta differenziata risultano più bassi.

L’attenzione ai divari territoriali punta a indirizzare parte delle risorse verso i Comuni che presentano maggiori necessità di potenziamento dei servizi e delle infrastrutture.

Fondi Fesr 2021-2027 e prossimi passaggi del bando

Il finanziamento complessivo di 3,5 milioni di euro è previsto nell’ambito dell’Azione 2.6.2 del Programma regionale Fesr 2021-2027, con cofinanziamento regionale attraverso le risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione.

La delibera approvata dalla Giunta stabilisce il quadro di riferimento per l’avvio della procedura pubblica, individuando beneficiari, tipologie di intervento e principali criteri di selezione.

Spetterà ai successivi atti amministrativi definire le modalità operative per la presentazione delle domande, i termini di partecipazione e la documentazione richiesta agli enti locali.

I contributi potranno raggiungere il 90% dei costi ammissibili, nel rispetto dei massimali previsti per ciascuna linea di finanziamento. La parte eventualmente non coperta dal sostegno regionale dovrà essere assicurata secondo le condizioni che saranno indicate nel bando.

Le amministrazioni comunali umbre potranno così candidare interventi per la costruzione di nuovi centri di raccolta oppure per l’adeguamento delle strutture esistenti, con progetti orientati al miglioramento dei servizi ambientali, al recupero dei materiali e alla diffusione delle pratiche di economia circolare.

Redazione

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