È indagato per falsa testimonianza l’amico di Lucia Lamentini, fotografa e insegnante di 50 anni di Cortona, morta dopo essere stata investita da un’auto a Lisciano Niccone. L’uomo, 56 anni, anche lui di Cortona, era con lei la notte tra il 17 e il 18 marzo scorso, poco prima di mezzanotte, lungo via della Lebbia, ed è l’unico testimone oculare dell’incidente. A far scattare l’iscrizione nel registro degli indagati è la perizia disposta con incidente probatorio, secondo cui al momento dell’urto la donna dava le spalle alla Puma, l’auto accanto alla quale si trovava. Ne riferisce il Corriere dell’Umbria
La versione dell’amico e il contrasto con la perizia
Ai carabinieri l’uomo aveva raccontato di essersi fermato con Lucia in quel tratto di strada per far fare una cosa al cane. Secondo il suo racconto la donna era scesa dall’auto e gli stava di fronte, con lo sguardo rivolto alle stelle. La medicina legale fissa però un punto diverso: nell’istante dell’impatto Lucia esponeva il fianco destro alla Volkswagen Polo in arrivo e si trovava quindi di schiena rispetto alla Puma e all’amico oggi indagato, che ha sostenuto il contrario.
Per la pm Gemma Miliani il testimone avrebbe “riferito il falso e taciuto tutto o parte di quanto a sua conoscenza”. La contestazione riguarda anche alcuni dettagli, come la scarpa di Lucia, che l’uomo restituì ai familiari della vittima dicendo di averla trovata nella Puma, dove poteva essere finita per la violenza dell’investimento.
La perizia è stata discussa mercoledì pomeriggio davanti alla gip Valeria Casciello, che l’aveva ordinata accogliendo la richiesta della pm. L’incarico era stato affidato all’ingegner Andrea Adriani, che non si pronuncia sull’attendibilità del testimone e giudica verosimile che i due fossero accanto all’auto. Su tutto il resto, però, mancano riscontri oggettivi: non è possibile stabilire dove si trovasse la donna sulla carreggiata, se nella corsia della Puma o in quella opposta, né se fosse ferma o in cammino.
Alla guida della Polo c’era un 38enne di Umbertide, indagato per omicidio stradale. Il perito ricostruisce che viaggiava a circa 72 chilometri orari in un tratto buio e largo cinque metri, dove il limite era fissato a 70, e che non ha frenato prima dell’impatto. All’etilometro il tasso alcolemico risultò di 0,99 grammi per litro, valore per cui il perito ravvisa la guida in stato di ebbrezza.
Lo stesso perito non nega che in quel punto la visibilità fosse critica, sia per l’oscurità sia perché le due persone fuori dall’auto, Lucia e l’amico, si trovavano davanti ai fari della Puma e risultavano quindi impossibili da vedere. Il conducente della Polo non è mai stato in grado di riferire in che posizione si trovasse la donna.
Con la chiusura dell’incidente probatorio il fascicolo torna alla procura. Spetterà alla pm Gemma Miliani valutare gli elementi raccolti e chiudere l’inchiesta sulla morte di Lucia Lamentini, che resta aperta sia per l’omicidio stradale contestato all’automobilista sia per la falsa testimonianza contestata all’amico.
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