Trevi, picchia l’arbitro perchè fischia rigore contro la squadra del figlio

Un giovane direttore di gara di Foligno colpito alla testa da un genitore al termine di Trevana-Olimpia Umbra. Daspo e denuncia per l’aggressore

Ancora un grave episodio di violenza nel calcio giovanile umbro. È accaduto a Borgo Trevi, al termine della partita tra Trevana e Olimpia Umbra, valida per l’ottava giornata del campionato Juniores A2 girone C, disputata nel pomeriggio di sabato 9 novembre presso l’impianto sportivo “Sant’Antonini”.

Lorenzo Petrelli, arbitro 18enne originario di Foligno, è stato aggredito da un genitore di un baby calciatore, ricevendo un pugno alla testa proprio mentre stava salendo in auto con la madre, nel parcheggio dell’impianto. Il colpo ha fatto urtare violentemente il giovane contro lo sportello del veicolo. Subito dopo l’aggressione, il ragazzo è stato accompagnato al pronto soccorso, dove è stato visitato: per fortuna le sue condizioni non sono gravi.

La partita, conclusasi con la vittoria dell’Olimpia Umbra per 4-1, non aveva fatto registrare situazioni particolarmente tese sul terreno di gioco. L’episodio di violenza si è verificato dopo il triplice fischio, in un momento in cui l’arbitro si stava allontanando dall’impianto.

Le forze dell’ordine, allertate dopo l’accaduto, hanno avviato un’indagine che ha già portato a una svolta: il genitore responsabile dell’aggressione è stato identificato e denunciato. Nei suoi confronti è stato emesso anche un DASPO di quattro anni, che gli vieta di accedere a eventi sportivi. Durante una perquisizione nella sua abitazione, sono stati trovati anche gli orologi personali e le chiavi dello spogliatoio appartenenti all’arbitro, elementi che potrebbero aggravare ulteriormente la sua posizione giudiziaria.

In un comunicato ufficiale pubblicato sui canali social, il presidente della Trevana, Daniele Cecilia, ha condannato fermamente quanto accaduto:
“Sono atti di violenza che nulla hanno a che fare con il calcio. La Trevana 2020 è da sempre impegnata nel promuovere il fairplay dentro e fuori dal campo. Il senso civico e l’educazione vengono prima delle qualità tecniche, ma spesso ce lo dimentichiamo”, ha scritto. Il club ha precisato che nessun tesserato della società è coinvolto nei fatti.

Il caso ha riacceso il dibattito sulla sicurezza degli arbitri nei campionati dilettantistici e giovanili, dove episodi simili, purtroppo, continuano a verificarsi con frequenza allarmante. La FIGC Umbria e il Comitato Regionale Arbitri sono stati informati e valuteranno eventuali misure aggiuntive per tutelare i direttori di gara più giovani

Redazione

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