Truffa del finto avvocato, perugina perde 50.000 euro in contanti

A processo a Perugia un 21enne accusato di aver truffato una donna perugina con la finta storia di un incidente: sottratti 50mila euro. Il dibattimento inizierà il 9 dicembre.

Si aprirà il 9 dicembre 2025 presso il Tribunale di Perugia il processo a carico di un 21enne originario di Napoli, accusato di aver orchestrato una truffa ai danni di una donna residente nel capoluogo umbro, alla quale sarebbero stati sottratti 50mila euro in contanti. Il giovane è l’unico imputato, ma la Procura contesta l’aggravante del concorso con una persona ancora non identificata. Ne dà notizie Umbria24.

La dinamica della truffa

Il fatto risale al 21 febbraio 2024, quando la vittima ha ricevuto una telefonata allarmante: qualcuno le ha comunicato che il figlio aveva avuto un grave incidente stradale, nel quale era rimasta coinvolta un’altra persona, e che era stato denunciato dalle autorità. Seguendo questo racconto, si è presentato alla porta della donna un giovane, utilizzando il falso nome di “Marzo Berretta”, fingendosi avvocato – o parente dell’avvocato – incaricato di assistere legalmente il figlio.

Con questa messinscena, l’imputato sarebbe riuscito a convincere la donna a consegnare la somma di 50mila euro in contanti, presentando l’urgenza come condizione indispensabile per “tirare fuori dai guai” il ragazzo. Dopo aver incassato il denaro, il truffatore si è dato alla fuga a bordo di una Lancia Y, al volante della quale – secondo le accuse – si trovava lo stesso 21enne.

Il reato contestato dalla Procura della Repubblica di Perugia è quello di truffa in concorso, aggravata dall’ingente somma sottratta e dall’inganno premeditato ai danni di una persona particolarmente vulnerabile. Nel capo d’imputazione si parla di «artifizi e raggiri», attraverso i quali l’imputato avrebbe agito per ottenere «un ingiusto profitto, con altrui danno», quantificato in 50mila euro.

Le indagini sono state condotte dai carabinieri di Castel del Piano, che hanno raccolto prove e testimonianze utili all’identificazione del presunto truffatore. Tra i principali testimoni citati per il dibattimento figurano il luogotenente Giuliano Urbani, che ha seguito l’inchiesta, e ovviamente la donna perugina vittima del raggiro.

Il procedimento giudiziario prenderà ufficialmente il via il 9 dicembre, davanti al giudice Lucia Innocenzi, con l’escussione di cinque testimoni convocati per la fase istruttoria. La pubblica accusa è rappresentata dal pubblico ministero Gianluca Proietti, che porterà in aula gli elementi emersi dall’indagine per provare le responsabilità dell’imputato.

Se ritenuto colpevole, il giovane rischia una condanna rilevante per un reato che combina frode, uso di falsa identità e danni economici notevoli, oltre al trauma psicologico inflitto alla vittima.

Redazione

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