Caso La Rosa: l’inchiesta prosegue con l’autopsia e gli accertamenti tossicologici

La Procura affiderà a Paola Melai gli accertamenti sui campioni prelevati durante l’autopsia, mentre proseguono le verifiche sull’impianto dell’Hotel Fortuna di Perugia

La Procura della Repubblica di Perugia conferirà martedì 25 agosto l’incarico alla tossicologa Paola Melai nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Davide La Rosa, il contrabbassista catanese di 54 anni dell’Orchestra delle Cento Città trovato senza vita venerdì sera in una stanza dell’Hotel Fortuna, nel centro storico di Perugia.

Alla specialista sarà affidato un accertamento tecnico sui campioni raccolti durante l’esame autoptico, con l’obiettivo di verificare l’eventuale presenza di sostanze tossiche, psicotrope e farmacologiche, stabilendone qualità e quantità.

L’autopsia sul corpo di Davide La Rosa

Prima del conferimento dell’incarico alla tossicologa, proseguiranno gli accertamenti medico-legali sulla morte del musicista. Il pubblico ministero Annamaria Greco conferirà l’incarico alla medico legale Anna Maria Verdelli per eseguire l’autopsia sul corpo di Davide La Rosa.

L’esame inizierà alle 17.30 e dovrà consentire di stabilire “epoca, mezzo e cause del decesso”.

Proseguono le verifiche dei vigili del fuoco sull’impianto

Nella stessa giornata riprenderanno anche gli accertamenti tecnici all’interno dell’Hotel Fortuna. Gli specialisti del Nucleo investigativo antincendi dei vigili del fuoco continueranno le verifiche sugli impianti della struttura per individuare con precisione il punto da cui si sarebbe sprigionato il monossido di carbonio.

Le prime verifiche avrebbero già indirizzato gli investigatori verso un possibile problema alla canna fumaria della caldaia. Secondo la ricostruzione emersa dagli accertamenti iniziali, il gas si sarebbe propagato attraverso le tubazioni fino alla stanza occupata da Davide La Rosa e dalla collega.

Le persone offese individuate dalla Procura

Nell’ambito del procedimento, la Procura ha individuato come persone offese Davide La Rosa, la figlia della vittima e la collega originaria di Taiwan rimasta gravemente intossicata dal monossido di carbonio.

La donna è ancora ricoverata in rianimazione a Ravenna e le sue condizioni restano stazionarie.

Due indagati nell’inchiesta

La Procura di Perugia ha aperto un procedimento penale nei confronti di due persone, padre e figlio di 79 e 47 anni, con le ipotesi di reato di omicidio colposo e lesioni colpose gravissime.

Entrambi sono assistiti dall’avvocato Franco Libori, che ha nominato come consulenti di parte il medico legale Sergio Scalise Pantuso e il tossicologo Andrea Lazzarini.

Come precisato dalla Procura, l’iscrizione nel registro degli indagati permette alle parti coinvolte di partecipare agli accertamenti tecnici irripetibili, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza

Redazione

Seguici su

Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

Il 53enne svolgerà lavori socialmente utili e verserà 2.500 euro alla madre della ragazza. Il...
I carabinieri hanno fermato un giovane durante un controllo stradale notturno a Sant’Eraclio: sequestrate sette...
Il 19enne era già noto alle forze dell’ordine per la vicenda legata all’omicidio di Hekuran...

Altre notizie