La Regione Umbria avvia una nuova fase per la cultura con una programmazione da 31 milioni di euro in tre anni, superando il modello dei contributi frammentati e introducendo un sistema basato su investimenti strutturali, continuità e sviluppo territoriale. L’annuncio è arrivato il 24 luglio 2026 al Teatro Morlacchi di Perugia, durante la presentazione del calendario dei prossimi avvisi regionali dedicati al comparto, promossa dal vicepresidente della Regione con delega alla Cultura Tommaso Bori.
L’iniziativa nasce dal percorso partecipativo della “Chiamata alle Arti” e dalla nuova legge regionale sulla cultura e sull’impresa creativa, con l’obiettivo di trasformare il settore in una leva per occupazione, innovazione, coesione sociale e crescita economica.
All’incontro hanno partecipato anche Paolo Mirti, dirigente del servizio valorizzazione delle risorse culturali, musei, archivi e biblioteche, Luigi Rossetti, direttore del servizio Spettacolo, eventi e imprese creative, e Linda Di Pietro, collaboratrice esperta dell’Assessorato.
Dalla cultura-evento alla cultura-infrastruttura
Il vicepresidente Tommaso Bori ha definito la nuova legge regionale “una innovazione storica per l’Umbria”, sottolineando come si tratti della più importante riforma realizzata per il settore culturale regionale.
Secondo i dati citati durante l’incontro, l’Umbria nel 2025 è stata la regione italiana con il maggior numero di spettacoli in rapporto alla popolazione. Il rapporto SIAE 2026, relativo all’anno precedente, registra infatti 78,3 spettacoli ogni mille abitanti, contro una media nazionale di 56,7, con una densità dell’offerta superiore di circa il 38% rispetto al dato italiano.
La nuova programmazione punta però a superare la logica degli interventi occasionali, introducendo il concetto di cultura come infrastruttura pubblica, capace di produrre valore nel tempo.
Bandi per 11 milioni e strumenti pluriennali
Il calendario presentato prevede avvisi per circa 11 milioni di euro tra risorse regionali ed europee, con strumenti pensati per offrire agli operatori culturali maggiore stabilità.
La Regione ha scelto di sostituire il sistema basato su numerosi piccoli bandi con una struttura organizzata in cluster tematici, differenziati in base ai settori, alle dimensioni degli operatori e alle esigenze dei beneficiari.
La programmazione prevede inoltre una maggiore copertura temporale: nella maggior parte dei casi i finanziamenti saranno garantiti su orizzonti triennali, permettendo alle realtà culturali di pianificare attività, investimenti e collaborazioni con maggiore sicurezza.
Imprese culturali e creative, 4 milioni dal Fesr
Tra luglio e agosto sarà pubblicato il primo avviso dedicato alle imprese culturali e creative, finanziato attraverso il PR FESR 2021-2027 con una dotazione complessiva di 4 milioni di euro.
La misura sosterrà progetti innovativi triennali destinati alla crescita e al consolidamento degli operatori del settore, con particolare attenzione a:
- innovazione di prodotti, servizi e processi;
- digitalizzazione;
- sviluppo di reti e collaborazioni;
- integrazione tra cultura, turismo, educazione e territorio.
Il bando sarà suddiviso in tre programmi specifici:
- E.C.O. – Evoluzione Culturale Organizzata, dedicato al rafforzamento delle realtà culturali già attive;
- A.C.T. – Azione Culturale Trasversale, rivolto a progetti basati su partenariati e contaminazioni tra settori diversi;
- S.P.IN. – Sviluppo Programmi Innovativi, destinato alle nuove imprese culturali e creative.
Spettacolo dal vivo e patrimonio al centro dei prossimi interventi
Entro agosto sarà pubblicato anche il bando “Umbria in scena. Avviso per lo spettacolo dal vivo, l’eredità culturale e il futuro delle arti”, dedicato a interventi annuali e triennali.
La misura comprenderà il sostegno a teatro, danza, musica, circo contemporaneo, bande, cori, live club e manifestazioni culturali di interesse regionale.
Saranno inoltre finanziati progetti legati alla valorizzazione delle tradizioni locali, al rapporto tra arti, scienza, ricerca e tecnologia, con attenzione alla qualità artistica, alla dimensione nazionale e internazionale, all’accessibilità e al coinvolgimento dei pubblici.
Nuove misure per musei, biblioteche e territori
Tra settembre e novembre il calendario regionale prevede ulteriori interventi dedicati a diversi ambiti culturali:
- musei, biblioteche e archivi;
- librerie indipendenti;
- rievocazioni storiche, infiorate artistiche, musica e danza popolare;
- società operaie di mutuo soccorso;
- mostre e arte contemporanea;
- recupero culturale degli spazi dismessi;
- innovazione architettonica e paesaggistica degli spazi pubblici;
- welfare culturale;
- attrattori culturali.
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