Carceri umbre, il garante Caforio: “Situazione estremamente drammatica”

Sovraffollamento e carenza di personale tra le principali criticità negli istituti penitenziari dell’Umbria

È “estremamente drammatica” la situazione attuale delle carceri umbre. A lanciare l’allarme è il garante dei detenuti della Regione Umbria, l’avvocato Giuseppe Caforio, commentando all’Ansa la recente relazione di Antigone che fotografa lo stato degli istituti penitenziari italiani.

Secondo Caforio, il report restituisce “una fotografia molto puntuale e reale della situazione carceraria”, evidenziando un quadro segnato da un sovraffollamento sempre più grave, destinato a peggiorare ulteriormente nei prossimi mesi.

Nuovo padiglione a Capanne, ma resta il nodo del personale

Tra le poche novità segnalate dal garante c’è il nuovo padiglione in costruzione nel carcere di Capanne, a Perugia, che dovrebbe aumentare di circa 80 celle la capienza della struttura, consentendo l’ingresso di circa 160 detenuti in più. Un intervento edilizio che, tuttavia, secondo Caforio rischia di non risolvere le criticità esistenti se non sarà accompagnato da un rafforzamento degli organici.

“Non è previsto un aumento della pianta organica della polizia penitenziaria né dell’area trattamentale sociosanitaria”, ha spiegato il garante, definendo la questione “un problema serio” da affrontare prima dell’entrata in funzione del nuovo spazio.

“Servono risposte immediate”

Caforio ha ricordato come negli anni siano stati annunciati diversi programmi di riforma del sistema carcerario, spesso però rimasti incompiuti. Per questo motivo, il garante sottolinea la necessità di interventi immediati e concreti da parte delle istituzioni nazionali.

“Il Parlamento e il Governo devono avere il coraggio di fare scelte a strettissimo giro che possano incidere significativamente sull’attuale situazione carceraria”, ha dichiarato.

L’allarme su suicidi e autolesionismo

Nel suo intervento, Caforio ha posto l’attenzione anche sul crescente numero di episodi di autolesionismo e suicidi all’interno delle carceri, fenomeni che lega direttamente alle condizioni di vita dei detenuti.

Secondo il garante, senza interventi strutturali e urgenti, si continuerà ad assistere a situazioni sempre più critiche. “Le condizioni di vita sono lontane da un livello minimo di civiltà”, ha concluso.

Redazione

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