Carcere di Capanne, caldo, sovraffollamento e carenza di organico: “Molto difficile fare tutto”

Il presidente Gentili denuncia carenza di personale e condizioni invivibili nell'istituto penitenziario umbro, tra iniziativa "Ristretti in agosto" e diritto all'affettività

I vertici della Camera penale di Perugia hanno fatto visita oggi alla Casa Circondariale di Capanne, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Ristretti in agosto“, promossa per portare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sulle condizioni di vita all’interno degli istituti penitenziari italiani durante i mesi più caldi dell’anno. All’incontro, che ha coinvolto la direzione del carcere e diversi esponenti politici del territorio, sono emerse criticità note da tempo ma aggravate dalle temperature estive: sovraffollamento, carenza di personale e risorse insufficienti per garantire servizi e diritti essenziali ai detenuti.

Ad aprire il confronto è stato il presidente della Camera penale, Luca Gentili, che ha collegato direttamente l’iniziativa alle condizioni climatiche di questi giorni. “Le temperature di questi giorni restituiscono pienamente il senso dell’iniziativa”, ha dichiarato, sottolineando come il caldo percepito all’esterno diventi ancora più difficile da sopportare all’interno di una struttura carceraria. “Se il caldo è difficile da sopportare per chi vive all’esterno ed è libero, possiamo immaginare che cosa accada dentro un istituto penitenziario, dove si raggiungono temperature inaccettabili e condizioni di vita spesso invivibili”, ha aggiunto.

La carenza di personale al centro del confronto

Tra i temi affrontati durante la visita, Gentili ha posto l’accento sulla grave carenza di organico che interessa la struttura di Capanne. Gli agenti di polizia penitenziaria, la direzione e i funzionari dell’area trattamentale si trovano infatti a operare con risorse umane insufficienti, una condizione che limita concretamente la possibilità di organizzare attività assistenziali, sportive, formative e lavorative per la popolazione detenuta, nonostante la disponibilità del personale ad ampliare l’offerta dei servizi.

Il nodo degli spazi per l’affettività

Un altro punto discusso riguarda gli spazi destinati all’affettività dei detenuti, diritto riconosciuto da una recente sentenza della Corte costituzionale. Secondo quanto emerso, la direzione dell’istituto avrebbe già individuato una stanza idonea allo scopo, ma per renderla effettivamente utilizzabile sarebbe necessario eliminare un bagno e acquistare nuovi arredi. “Parliamo di una spesa di appena 5 mila euro, eppure le risorse non ci sono. Con un impegno economico estremamente limitato si potrebbe garantire un diritto riconosciuto dalla Corte costituzionale”, ha sottolineato Gentili, evidenziando il contrasto tra l’entità della spesa necessaria e la mancata disponibilità di fondi.

Le istituzioni umbre presenti

Alla visita hanno preso parte numerosi rappresentanti delle istituzioni regionali, provinciali e comunali, tra cui l’assessore regionale al Welfare Fabio Barcaioli, il consigliere regionale di Forza Italia Andrea Romizi e il vicesindaco di Perugia Simona Pierini, oltre a diversi consiglieri provinciali e comunali. Presente anche una studentessa laureanda in Giurisprudenza, impegnata in una tesi dedicata alla condizione delle donne detenute.

La stessa giornata ha visto anche la partecipazione della Provincia di Perugia, che ha aderito all’invito dell’Osservatorio Carcere dell’Unione delle Camere Penali Italiane, con la presenza del vicepresidente Riccardo Vescovi e del consigliere Andrea Bacelli. Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio, al 2 luglio 2026 si contavano 64.758 detenuti presenti nei 189 istituti italiani, a fronte di 51.183 posti regolamentari, di cui effettivamente disponibili solo 46.423: un tasso di affollamento vicino al 140%. Numeri a cui si affianca un dato altrettanto drammatico, quello dei decessi in carcere: 116 dall’inizio dell’anno, tra cui 33 suicidi e 83 per cause diverse o ancora da accertare.

Il tema dell’ampliamento della struttura

Nel corso della giornata, l’assessore Barcaioli ha anche affrontato con la direzione dell’istituto la questione dell’ampliamento della struttura, che porterà al raddoppio dei posti detentivi disponibili a Capanne. Un intervento che, secondo l’assessore, richiederà una riflessione condivisa tra tutte le istituzioni del territorio, sia per l’organizzazione interna del carcere sia per gli effetti sulla città di Perugia, oltre che per la capacità di accompagnare le persone detenute nei percorsi di reinserimento sociale, che coinvolgeranno necessariamente la Regione Umbria.

Redazione

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