I carabinieri della Stazione di Bastia Umbra hanno arrestato in flagranza di reato due uomini — un 21enne e un 43enne, entrambi con precedenti di polizia — ritenuti responsabili di truffa aggravata in concorso ai danni di una donna di 72 anni residente nella zona. L’operazione si è conclusa con il recupero dei preziosi e la convalida degli arresti da parte del Tribunale di Perugia.
La truffa del falso carabiniere: come funzionava il raggiro
Il meccanismo adottato dai due indagati rientra in uno schema criminale tristemente noto, che prende di mira soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione. La vittima, una 72enne di Bastia Umbra, ha ricevuto una telefonata da un individuo che si è qualificato come appartenente all’Arma dei Carabinieri.
Il sedicente militare ha costruito un pretesto credibile: ha riferito alla donna di una presunta rapina che avrebbe coinvolto l’autovettura del marito, sostenendo la necessità di verificare e ritirare i monili in oro presenti nell’abitazione a scopo precauzionale. Ha quindi annunciato l’imminente arrivo di un uomo incaricato del ritiro dei preziosi, preparando così il terreno per la fase materiale della truffa.
L’intervento dei carabinieri e i due arresti
L’operazione dei militari è scattata grazie alla segnalazione tempestiva al Numero Unico di Emergenza 112 da parte del coniuge della vittima, che ha riconosciuto i segnali del raggiro e ha allertato le forze dell’ordine prima che la truffa si consumasse completamente.
I carabinieri intervenuti sul posto hanno colto in flagranza il primo soggetto — il 21enne — nel momento esatto in cui stava prelevando i gioielli dalle mani della donna. Contestualmente, gli stessi militari hanno fermato nelle immediate vicinanze il complice 43enne, che attendeva a bordo di un’autovettura, presumibilmente pronto a garantire la fuga.
Le indagini e la convalida degli arresti
Nella fase successiva al fermo, i carabinieri hanno condotto accertamenti approfonditi che hanno consentito di ricostruire con precisione la dinamica dell’intera vicenda e di raccogliere gravi elementi indiziariˈ a carico di entrambi i correi. I due soggetti, già gravati da specifici precedenti di polizia, sono stati dichiarati in stato di arresto e trattenuti presso le camere di sicurezza della Compagnia di Assisi.
All’esito dell’udienza per direttissima, il giudice del Tribunale di Perugia ha convalidato gli arresti, confermando la solidità del quadro probatorio raccolto dai militari nel corso dell’intervento.
Un fenomeno criminale in crescita che colpisce gli anziani
Le truffe ai danni di persone anziane attraverso la tecnica del falso operatore delle forze dell’ordine rappresentano una forma di criminalità diffusa su tutto il territorio nazionale. I malviventi sfruttano la fiducia istituzionale associata al nome dei Carabinieri o della Polizia per abbassare le difese delle vittime, inducendole a consegnare denaro contante, gioielli o altri oggetti di valore.
Le autorità raccomandano di non consegnare mai nulla a sconosciuti che si presentano alla porta, di non cedere a pressioni telefoniche, e di contattare immediatamente il 112 in caso di dubbio. In questo caso, è stato proprio il tempestivo intervento del familiare a impedire che il danno fosse più grave.
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