l rilancio del NightBus Gimo di Perugia rischia di naufragare prima ancora di entrare a regime. Gli autisti di BusItalia hanno annunciato una forte opposizione al servizio notturno previsto per il prossimo lunedì, contestando i turni di sette ore consecutive di guida notturna considerati insostenibili sul piano fisico e della sicurezza. La protesta, che coinvolge conducenti e organizzazioni sindacali, si è materializzata in una serie di lettere formali circolate tra gli uffici di BusItalia Sita Nord Umbria, con la richiesta di un incontro immediato con l’azienda.
Sette ore di notte al volante: la protesta degli autisti
Al centro della contestazione c’è l’organizzazione dei turni previsti per il servizio notturno. I conducenti esprimono «forte contrarietà ai turni notturni di sette ore consecutive», ritenendoli incompatibili con le esigenze di sicurezza degli operatori e dei passeggeri. La proposta alternativa avanzata dagli autisti prevede un’articolazione diversa: servizio notturno limitato alla fascia dalle 24 alle 05, per un massimo di cinque ore effettive, con la parte iniziale del turno — dalle 22 alle 24 — redistribuita all’interno dei normali servizi urbani modificati.
Tra le richieste figura anche la paga doppia per il lavoro notturno e la garanzia di condizioni minime nei capolinea: almeno dieci minuti reali di riposo, accesso a un bagno, acqua disponibile e la possibilità di consumare un caffè. «Perché noi siamo esseri umani, non bestie», si legge nella lettera degli autisti.
Sicurezza e sostenibilità: i rischi evidenziati dai lavoratori
I conducenti sottolineano con forza le implicazioni in termini di sicurezza stradale. «Un autista stanco, stressato e costretto a turni eccessivi rappresenta un rischio per sé stesso, per i passeggeri e per tutta la città», si legge nel documento. Una preoccupazione che riguarda in modo particolare i lavoratori più anziani, già sottoposti ad anni di turni pesanti, doppi servizi e stress continuativo.
Il messaggio rivolto all’azienda è diretto: se i dirigenti ritengono i turni accettabili, «vadano i dirigenti comunali e aziendali a guidare i bus di notte».
I sindacati: «Comportamento inaccettabile, modifiche unilaterali»
Sulla protesta degli autisti si sono innestati i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Faisa, le cui RSU hanno formalizzato per iscritto la propria posizione, portando a conoscenza «la grave situazione che si sta determinando in merito alla riorganizzazione dei servizi e alla definizione dei nuovi turni». Le rappresentanze sindacali accusano BusItalia Sita Nord Umbria di procedere con «iniziative unilaterali», ignorando le osservazioni già formalmente espresse in sede di coordinamento.
Le organizzazioni definiscono tale comportamento «inaccettabile» per una triplice ragione: altera il sistema di relazioni sindacali, incide in modo significativo sull’organizzazione del lavoro e «solleva ulteriori preoccupazioni in materia di sicurezza e sostenibilità dei turni». I sindacati ribadiscono che tutte le questioni sollevate «restano aperte e irrisolte» e che non è ammissibile procedere a modifiche organizzative senza il preventivo coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori.
L’ultimatum: tessere sindacali restituite e assenze per malattia
La lettera degli autisti contiene anche un avvertimento esplicito alle organizzazioni sindacali: se non verrà raggiunto un accordo che rispecchi realmente le richieste dei lavoratori, molti iscritti sono pronti a «togliere la tessera sindacale e ad assentarsi dal servizio tramite certificazione medica o altri strumenti previsti dalla legge». Una pressione che si indirizza contemporaneamente verso l’azienda e verso i rappresentanti sindacali, accusati implicitamente di non tutelare adeguatamente la categoria.
Il servizio NightBus Gimo era stato atteso come risposta alla domanda di mobilità notturna a Perugia, in particolare da parte degli studenti universitari. Il suo eventuale blocco già al debutto rappresenterebbe un segnale negativo per la tenuta del trasporto pubblico locale nella città umbra.
Il consigliere Volpi
“Le proteste degli autisti del servizio Gimo non possono essere ignorate. Quando ancora prima della partenza emergono tensioni, preoccupazioni sui turni, sui tempi di guida e sulle condizioni operative, significa che qualcosa nella programmazione del servizio evidentemente non ha funzionato”.
Così il consigliere comunale Nicola Volpi (Fratelli d’Italia) interviene sulla vicenda relativa al servizio di mobilità notturna Gimo, dopo le notizie emerse in queste ore sulla protesta degli autisti.
“Esprimo piena vicinanza agli autisti coinvolti, che stanno semplicemente chiedendo condizioni di lavoro sostenibili e adeguate. Chi guida un autobus nelle ore notturne ha una responsabilità enorme verso i passeggeri e verso la collettività e non può essere lasciato solo davanti a possibili criticità organizzative e operative”.
“Ma c’è anche un altro tema politico e amministrativo che non può essere ignorato: quello della partecipazione e del coinvolgimento dei lavoratori. Se gli stessi autisti stanno manifestando una così forte contrarietà al progetto, evidentemente è mancato un reale percorso di ascolto e confronto preventivo con chi quel servizio lo avrebbe dovuto garantire concretamente ogni notte”.
“Questo servizio, fortemente voluto dall’amministrazione di sinistra, sembra essere stato costruito più sull’annuncio politico che su una reale valutazione organizzativa e operativa. Ed il fatto che le criticità emergano già prima dell’avvio dovrebbe far riflettere”.
“Il tema non è essere favorevoli o contrari per principio alla mobilità notturna – conclude Volpi – ma capire se esistano davvero le condizioni per garantire sicurezza, sostenibilità e qualità del servizio. Su questioni come queste servono meno slogan e più attenzione concreta verso chi lavora ogni giorno al servizio della città”.
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