La Sala dei Notari di Palazzo dei Priori a Perugia ha ospitato oggi il Perugia Sport Geopolitics Summit 2026, evento promosso dalla Fondazione SportCity e dal Comune di Perugia con il contributo della Regione Umbria. Il summit ha riunito esponenti del mondo istituzionale, sportivo e accademico attorno a un tema di crescente rilevanza: il rapporto tra sport e geopolitica globale. L’iniziativa risponde all’urgenza di analizzare come i conflitti internazionali, le dinamiche di potere e la diplomazia sportiva stiano ridisegnando il sistema dello sport mondiale, a partire dall’esperienza di Milano-Cortina 2026.
In apertura dei lavori è stato proiettato lo spot della candidatura di Perugia a Città europea dello sport 2028, segnale esplicito di come il summit si inserisca in una strategia più ampia di valorizzazione dello sport come leva di sviluppo culturale, sociale e internazionale per il territorio umbro.
Un pomeriggio di lavori ad alto profilo
I lavori, moderati dal giornalista Jacopo Volpi, sono stati introdotti da Fabio Pagliara, presidente della Fondazione SportCity, e dall’assessore allo sport del Comune di Perugia Pierluigi Vossi. I saluti istituzionali sono stati portati dalla sindaca Vittoria Ferdinandi, dall’assessora allo sport della Regione Umbria Simona Meloni e dalla prof.ssa Claudia Mazzeschi, delegata dal Rettore per il settore benessere e salute dell’Università degli Studi di Perugia. Significativo il dato citato dalla prof.ssa Mazzeschi: il corso di laurea in Scienze motorie è oggi il più frequentato dell’ateneo perugino, a conferma di un interesse crescente per la dimensione culturale e professionale dello sport.
Tra i relatori di rilievo figurano Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, e Luciano Buonfiglio, presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), insieme a diplomatici, parlamentari, saggisti e dirigenti sportivi di livello nazionale.
I temi al centro del dibattito
Il filo conduttore dell’intero pomeriggio è stato il riconoscimento dello sport come strumento di soft power e diplomazia internazionale. Tra i nodi tematici affrontati: l’impatto dei conflitti armati sulle grandi manifestazioni sportive, il significato e i limiti della tregua olimpica, il ruolo delle organizzazioni sportive internazionali in scenari geopolitici complessi e le eredità sociali dei Giochi Olimpici.
Giovanni Malagò ha sottolineato come «le dinamiche internazionali e i conflitti incidano sempre più anche sul mondo sportivo», evidenziando la necessità di «individuare strumenti e risposte adeguate per tutelare il valore dello sport». Luciano Buonfiglio ha ribadito che «in un mondo segnato da tensioni e conflitti, lo sport resta uno spazio di confronto e mai di scontro».
La scrittrice e vincitrice del Premio Bancarella Sport 2021 Antonella Stelitano ha richiamato l’attenzione sulle risoluzioni ONU legate all’Agenda 2030, definendole «la vera sfida per il cambiamento», mentre il saggista Moris Gasparri, collaboratore di Limes, ha evidenziato come in Italia la riflessione sul rapporto tra sport e geopolitica sia ancora poco sviluppata.
Il deputato Mauro Berruto ha affrontato con decisione la questione della presunta neutralità dello sport: «Chi dice che lo sport e la politica debbano restare separati dice una sciocchezza, o quanto meno un’imprecisione storica clamorosa. È da 2800 anni che la politica flirta con lo sport». L’ambasciatore Pietro Benassi, ex rappresentante permanente d’Italia in Europa, ha inquadrato lo sport come «asse di rilievo di quel soft power necessario in ogni processo di pace».
La dimensione locale: Perugia e la candidatura 2028
Il summit ha confermato la volontà del Comune di Perugia di collocarsi stabilmente nel panorama del dibattito internazionale sullo sport. La sindaca Vittoria Ferdinandi ha dichiarato che «parlare di sport significa inevitabilmente parlare anche di pace», richiamando la tradizione olimpica dell’antica Grecia come insegnamento ancora attuale. L’assessora regionale Simona Meloni ha posto l’accento sull’accessibilità dello sport per tutti i cittadini, incluse le aree interne, definendo l’Umbria «una palestra a cielo aperto».
Fabio Pagliara ha annunciato l’intenzione di rendere il summit un appuntamento continuativo, con una visione «glocal: locale, al servizio dei cittadini, e globale, perché lo sport incide sulle politiche internazionali».
A chiudere i lavori è stato l’assessore Pierluigi Vossi, che ha sintetizzato il messaggio emerso: «Serve una nuova consapevolezza – giuridica, istituzionale e culturale. Servono operatori capaci di leggere lo sport non solo per ciò che accade in campo, ma per ciò che rappresenta fuori dal campo».
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