All’aeroporto internazionale dell’Umbria “San Francesco d’Assisi”, alla vigilia della stagione estiva 2026 caratterizzata da un aumento delle rotte e del traffico passeggeri, le organizzazioni sindacali Filt-Cgil e Uiltrasporti Umbria lanciano un appello a Regione e società di gestione Sase per intervenire sulle condizioni lavorative del personale. Dopo i risultati record registrati nel 2025 e le prospettive di ulteriore crescita, i sindacati sottolineano come lo sviluppo dello scalo debba essere accompagnato da maggiore stabilità occupazionale, qualità del lavoro e investimenti sulla sicurezza. Proprio giovedi si era svolta una conferenza stampa con Fit Cisl e Ugl sul tema.
Secondo quanto evidenziato dalle segreterie regionali, rappresentate da Ciro Zeno e Stefano Cecchetti, l’incremento dell’attività operativa non può essere sostenuto esclusivamente attraverso soluzioni temporanee o una gestione frammentata della forza lavoro. La crescita dello scalo, considerato un asset strategico per l’economia e la mobilità regionale, richiede invece una pianificazione strutturata e interventi concreti sul piano occupazionale.
Tra le principali richieste avanzate dai sindacati figura la necessità di procedere con stabilizzazioni immediate dei lavoratori attualmente impiegati con contratti precari. Secondo Filt-Cgil e Uiltrasporti, il personale ha dimostrato negli anni professionalità e capacità di adattamento alle fasi di espansione dell’aeroporto, motivo per cui viene ritenuto prioritario garantire rapporti di lavoro a tempo indeterminato. La stabilità occupazionale viene indicata come elemento essenziale per assicurare standard elevati di sicurezza e qualità dei servizi offerti ai passeggeri.
Un altro punto centrale riguarda l’avvio di un piano di internalizzazione dei servizi aeroportuali, in particolare per quanto concerne le attività di handling, i servizi di terra e la sicurezza. I sindacati chiedono che tale processo avvenga attraverso selezioni pubbliche basate su criteri meritocratici, superando le criticità del passato legate a dinamiche non trasparenti. La riduzione del ricorso agli appalti viene indicata come una leva per migliorare il coordinamento operativo e valorizzare le competenze interne, mantenendo le risorse economiche all’interno della gestione diretta dello scalo.
Accanto agli aspetti contrattuali e organizzativi, viene sottolineata anche l’importanza di investire in formazione continua e sicurezza sul lavoro. L’aumento dei flussi di traffico e la dimensione internazionale dello scalo richiedono infatti personale altamente qualificato e aggiornato, in grado di operare in contesti complessi e garantire elevati standard operativi. I sindacati evidenziano la necessità di adeguare tali investimenti alla crescita prevista per la stagione Summer 2026.
“Non possiamo permettere che l’aeroporto diventi una fabbrica di precariato e vi sia dumping contrattuale, proprio nel momento del suo massimo splendore”, dichiarano le Segreterie Regionali Filt-Cgil e Uiltrasporti. “Chiediamo alla Regione Umbria e alla società di gestione Sase un impegno concreto e un tavolo di confronto permanente. La crescita dello scalo deve essere sostenibile non solo sotto il profilo economico, ma soprattutto sotto quello sociale”.
L’appello si inserisce in un contesto di forte espansione dello scalo umbro, che si prepara a una stagione estiva determinante. Le organizzazioni sindacali annunciano infine un monitoraggio costante sull’evoluzione della situazione, con l’obiettivo di fare in modo che il 2026 rappresenti non solo un anno di crescita nei numeri, ma anche un punto di svolta per i diritti dei lavoratori aeroportuali e per la qualità complessiva del sistema occupazionale legato all’infrastruttura.
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