Estorsione ai danni di un frate, condanna a due anni e tre mesi per l’imputato albanese

Un 34enne è stato condannato per aver minacciato un frate minore di diffondere un video a sfondo sessuale in cambio di denaro. La sentenza è stata pronunciata dal Tribunale di Perugia

È stata emessa la condanna di due anni e tre mesi di reclusione per un 34enne albanese, accusato di estorsione ai danni di un frate minore di Santa Maria degli Angeli. La sentenza è stata pronunciata dal giudice monocratico Lidia Brutti, al termine di un processo celebrato nell’Aula E del Tribunale penale di Perugia.

Secondo la ricostruzione della Procura di Perugia, l’imputato avrebbe minacciato il religioso di diffondere un presunto video a sfondo sessuale, inducendolo a consegnare del denaro. I due si sarebbero conosciuti nel settembre 2023 tramite un sito di annunci. L’escort gay avrebbe inizialmente ottenuto 200 euro dal frate, per poi avanzare una seconda richiesta di 230 euro, somma che è stata consegnata sotto il controllo dei carabinieri, dopo che il religioso aveva denunciato il presunto ricatto.

Le minacce, come riferito nelle carte dell’accusa, includevano anche il tentativo di coinvolgere il vescovo e la menzione di un presunto rapporto di amicizia con il direttore di un giornale umbro. L’udienza si è svolta a porte chiuse.

L’imputato, arrestato nel dicembre 2023, era stato inizialmente detenuto in carcere, ma successivamente era stato rimesso in libertà con obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, a seguito dell’interrogatorio di garanzia.

La requisitoria del pubblico ministero Michela Turchetti ha chiesto la condanna dell’imputato, tenendo conto delle attenuanti generiche. La difesa, rappresentata dall’avvocato Fernanda Cherubini, aveva chiesto l’assoluzione dell’imputato, sostenendo che il fatto non sussistesse o, in subordine, la riqualificazione dei fatti in violenza privata. Inoltre, l’avvocato ha sottolineato la remissione di querela da parte del frate come possibile base per un’assoluzione.

Nel procedimento, il frate, assistito dall’avvocato Luca Gentili, ha rinunciato alla costituzione di parte civile, dopo aver incassato la somma richiesta, che ha deciso di devolvere al Patriarcato Latino di Gerusalemme, impegnato nei territori di guerra tra Israele e Palestina.

Redazione

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