Comitato pro-Nodino incontra il Pd perugino: “Unica soluzione per Ponte San Giovanni”

Il Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni” ha incontrato il gruppo consiliare del Partito Democratico di Perugia per rilanciare il tema del traffico, dell’inquinamento e della necessità del Nodo di Perugia.

Nel quadro delle attività di informazione rivolte alle forze politiche presenti in Consiglio comunale a Perugia, il 15 dicembre il Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni” ha incontrato il gruppo consiliare del Partito Democratico del Comune, insieme al segretario comunale Stefano Moretti, per discutere delle gravi criticità infrastrutturali che interessano l’area orientale della città, con particolare riferimento al quartiere di Ponte San Giovanni, da anni al centro di un’emergenza legata al traffico e alla viabilità.

Alla riunione hanno partecipato il capogruppo Lorenzo Ermenegildi Zurlo e i consiglieri comunali Federico Balducci, Marko Hromis, Silvia Pannacci, Francesca Pasquino, Nicolò Ragni ed Elena Ranfa. La delegazione del Comitato era guidata dal presidente Luigi Ercolani, affiancato dai consiglieri Giuliano Palmerini e Sergio Palazzetti, insieme a numerosi rappresentanti civici del territorio.

Nel suo intervento introduttivo, Ercolani ha ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione politica sul sovraffollamento veicolare che interessa in modo strutturale il tratto della E45 tra Collestrada e lo svincolo del raccordo per Bettolle, con un impatto particolarmente critico nell’area compresa tra Collestrada e Balanzano, e con epicentro proprio a Ponte San Giovanni. Una pressione quotidiana che, secondo il Comitato, si traduce in aumento dell’inquinamento atmosferico e acustico, maggiore incidentalità e progressivo peggioramento della qualità della vita per residenti e pendolari.

Nel corso del confronto è stato sottolineato come l’approvazione del progetto di raddoppio delle rampe dello svincolo E45-RA06 non possa rappresentare una soluzione definitiva. Secondo il Comitato, tale intervento rischia infatti di spostare il problema senza affrontarne le cause strutturali, favorendo il cosiddetto traffico parassita che invade i centri abitati e sovraccarica una rete viaria già prossima al collasso.

È emersa con forza anche la dimensione storica della questione, che si ripresenta da oltre trent’anni con intensità crescente, parallelamente alla realizzazione di nuovi assi stradali che confluiscono in appena tre chilometri di tracciato. Blocchi, rallentamenti e code sono ormai episodi frequenti, spesso innescati da incidenti o da volumi di traffico incompatibili con la capacità dell’infrastruttura esistente.

Da qui la richiesta, rivolta al principale partito di maggioranza relativa in Consiglio comunale, di assumere scelte non più rinviabili per sostenere la realizzazione di una tangenziale in grado di aggirare Perugia da est a ovest. La soluzione indicata dal Comitato resta il Nodo di Perugia, con particolare riferimento al primo stralcio già progettato e approvato, il cosiddetto Nodino, considerato un passaggio indispensabile per alleggerire il traffico su Ponte San Giovanni.

Nel dibattito, il capogruppo Lorenzo Ermenegildi Zurlo ha riconosciuto la gravità delle criticità che insistono sul quadrante di Ponte San Giovanni, richiamando però la complessità del contesto e la necessità di risposte coerenti e sostenibili. In questo quadro ha ricordato lo studio sul traffico deliberato dal Comune, chiarendo che il raddoppio delle rampe non è alternativo alla realizzazione del Nodino e dell’intero Nodo di Perugia, ma si colloca su un piano diverso.

Il consigliere Marko Hromis ha richiamato la posizione assunta all’unanimità dal Consiglio comunale nel giugno 2022, che sancisce la necessità di dotare Perugia di una tangenziale, evidenziando anche le recenti iniziative della Regione Umbria finalizzate all’ottenimento di risorse ministeriali. Federico Balducci ha invece sottolineato l’importanza di un accordo di programma tra Stato e Regione, ricordando anche gli interventi complementari già previsti nel Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS).

In chiusura, Stefano Moretti ha espresso disponibilità a proseguire il confronto, ribadendo che la questione infrastrutturale deve essere affrontata con una visione di lungo periodo e all’interno di una cornice nazionale. Il Nodo di Perugia, ha confermato, rappresenta un’opera strategica non solo per Ponte San Giovanni e l’area perugina, ma per l’intero Centro Italia.

Redazione

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