Cocaina, armi e contanti: revocati i domiciliari al pusher fermato con 25 chili di droga

Il tribunale del Riesame di Perugia ha disposto la custodia cautelare in carcere per Antik Ferko, arrestato con quasi 25 chili di cocaina, 55.500 euro in contanti e una pistola rubata

Il 36enne albanese Antik Ferko, fermato lo scorso giugno con un ingente carico di droga e una pistola clandestina, dovrà affrontare la detenzione in carcere. Lo ha stabilito il tribunale del Riesame di Perugia, che ha accolto l’appello presentato dal pubblico ministero di Spoleto contro la precedente decisione del gip, il quale aveva concesso i domiciliari all’indagato. Ne riferisce Umbria24.

L’indagine che ha portato all’arresto di Ferko è scaturita da un’operazione della Guardia di Finanza di Perugia, che lo aveva seguito e fermato dopo un pedinamento. Durante la perquisizione della sua auto, una Renault Scenic, sono stati scoperti otto panetti di cocaina nascosti in un doppiofondo. Altri dieci panetti sono stati rinvenuti all’interno delle abitazioni di Ferko, tra Spello e Foligno, per un totale di 24,7 chili di sostanza stupefacente.

Nel corso delle perquisizioni, le forze dell’ordine hanno sequestrato diversi telefoni cellulari, sei schede SIM, una pistola Beretta calibro 6.35 risultata rubata e la somma in contanti di 55.500 euro, ritenuta compatibile con l’attività di spaccio.

Nonostante le dichiarazioni confessorie dell’indagato e l’assenza di precedenti penali, il giudice per le indagini preliminari aveva optato per la misura degli arresti domiciliari, ritenendola proporzionata alla situazione. Tuttavia, la Procura ha impugnato questa decisione, sostenendo che il provvedimento fosse basato su una motivazione illogica e contraddittoria, e ha messo in dubbio l’idoneità del domicilio, dove era stata occultata parte della droga.

Il tribunale del Riesame ha ritenuto la detenzione in carcere l’unica misura adeguata per fronteggiare le esigenze cautelari, sottolineando la quantità particolarmente rilevante di droga sequestrata, la complessità dell’organizzazione criminale e la disponibilità di un’arma da fuoco rubata. Secondo i giudici, la detenzione domiciliare non avrebbe impedito a Ferko di mantenere i contatti con i fornitori e gli acquirenti, anche senza uscire fisicamente dalla propria abitazione.

La Corte ha inoltre evidenziato come la regolarità lavorativa e l’incensuratezza dell’indagato siano state utilizzate come copertura per un’attività illecita consolidata e altamente redditizia, con guadagni ritenuti ben superiori a quelli dichiarati ufficialmente.

Redazione

Seguici su

Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

Il 19enne era già noto alle forze dell’ordine per la vicenda legata all’omicidio di Hekuran...
Quattro agenti feriti nel carcere di Spoleto dopo un'aggressione. Il SAPPE denuncia l'accaduto e chiede...
carabinieri Deruta
I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di due uomini accusati di aver raggirato...

Altre notizie