Perugia, donna incinta pesta il controllore perchè gli chiede il biglietto del bus

A Perugia una donna incinta aggredisce un bodyguard sul bus per una richiesta di biglietto. L’uomo finisce in ospedale. Cresce l’allarme sulla sicurezza.

Una banale richiesta di biglietto si è trasformata in un episodio di violenza urbana a Perugia, dove un bodyguard in servizio su un autobus è finito in ospedale dopo essere stato aggredito da una passeggera visibilmente incinta. L’episodio si è verificato ieri, nel primo pomeriggio, nei pressi della zona di Madonna Alta, durante le operazioni di salita sul mezzo pubblico secondo le nuove regole dell’“incarrozzamento”.

La donna, di origini straniere, ha reagito con furia alla richiesta del titolo di viaggio, colpendo con pugni alla testa e graffi l’addetto alla sicurezza, incaricato di supportare i controllori nel garantire il rispetto delle norme a bordo. La violenza è degenerata al punto che la camicia del bodyguard è stata letteralmente strappata.

“Siamo intervenuti per riportare la calma, vista la gravità della situazione”, ha riferito una fonte dei carabinieri, chiamati a gestire la tensione e a controllare le condizioni di salute dell’operatore colpito. L’episodio ha creato forti disagi anche agli altri passeggeri, costretti a rimanere fermi per diversi minuti prima che il servizio potesse riprendere normalmente.

La nuova procedura di incarrozzamento – introdotta da BusItalia – prevede che si salga sul bus solo se si è in possesso del biglietto o dell’abbonamento, o se si acquista il titolo a bordo dal conducente. Questo sistema è stato pensato per contrastare l’evasione e rendere i viaggi più sicuri. “L’assistente di bordo – spiegano da BusItalia – ha una funzione di supporto, indirizzando i passeggeri senza biglietto a regolarizzare la propria posizione”.

In realtà, l’episodio conferma quanto sia complessa l’attuazione delle nuove regole, soprattutto lungo le tratte più problematiche, dove spesso si concentrano i cosiddetti “furbetti” del trasporto. Per BusItalia, i numeri parlano chiaro: in poco più di un anno, tra fine 2022 e inizio 2024, i verificatori hanno messo a segno oltre 23.000 sanzioni, per un totale di 280.000 euro di multe.

Il personale, tuttavia, non è esente da rischi. “Ci siamo trovati anche davanti a balordi che avevano appena assunto droghe, ancora con il sangue che colava dal braccio”, ha raccontato in forma anonima un autista, evidenziando l’importanza del supporto dei bodyguard nei momenti più delicati. Gli assistenti alla sicurezza rappresentano, quindi, un presidio fondamentale per la tutela di chi lavora sui mezzi pubblici e di chi ne usufruisce.

Redazione

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