Foligno, protesta dei sindacati Enel: “Così si mette a rischio la transizione energetica”

Presidio a sorpresa sotto la sede locale durante riunione nazionale. I sindacati: “Carenze d’organico e orari unilaterali penalizzano lavoratori e cittadini”

Mattinata di tensione a Foligno, dove le sigle sindacali Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil hanno organizzato un presidio improvviso sotto la sede Enel. Il motivo è la riorganizzazione interna di E-distribuzione, la società del gruppo Enel responsabile delle reti elettriche, che i sindacati contestano duramente per decisioni prese in modo unilaterale, in particolare la modifica dell’orario di lavoro dei Blue Team, le squadre operative sul territorio.

La protesta e le criticità

Alla manifestazione hanno partecipato i segretari territoriali e regionali delle tre organizzazioni sindacali – tra cui Stefano Ribelli (Filctem Terni), Fabio Mencarelli (Filctem Perugia), Ciro Di Noia (Flaei Umbria) e Doriana Gramaccioni (Uiltec Umbria) – oltre a delegati sindacali e rappresentanti RSU.

Il presidio si è svolto durante una riunione tra i vertici aziendali e i responsabili delle nove sedi umbre di Enel, convocata proprio per discutere la gestione delle squadre operative.

Le critiche dei sindacati sono precise e gravi:

  • carichi di lavoro eccessivi,

  • reperibilità mal gestita,

  • carenze strutturali di organico,

  • sedi di lavoro in cattivo stato,

  • e soprattutto la modifica unilaterale degli orari di lavoro per il personale operativo, considerata lesiva della qualità della vita dei lavoratori e potenzialmente pericolosa per la salute e la sicurezza.

Impatti sul PNRR e sulla cittadinanza

Non è solo la condizione dei lavoratori a preoccupare i sindacati. Secondo le organizzazioni, queste scelte mettono a rischio la realizzazione dei progetti legati al PNRR e alla transizione energetica, che richiedono risorse umane adeguate, competenza e un clima organizzativo sostenibile.

“C’è un numero di addetti assolutamente insufficiente rispetto agli obiettivi richiesti”, affermano, evidenziando che il mancato potenziamento delle squadre operative rischia di rallentare l’intero processo di investimento infrastrutturale e di compromettere l’efficienza dei servizi per i cittadini, in un contesto in cui l’energia è cruciale per lo sviluppo dei territori.

“Il disagio organizzativo non ricade solo sui lavoratori ma sull’intera comunità”, ammoniscono Ribelli, Mencarelli, Di Noia e Gramaccioni, denunciando una pericolosa disconnessione tra il management aziendale e le reali condizioni operative nei territori.

Le richieste al Gruppo Enel

I sindacati chiedono l’immediato annullamento della decisione di modificare gli orari di lavoro, l’apertura di un tavolo sindacale nazionale e soprattutto un piano urgente di rafforzamento del personale, sia tecnico che impiegatizio.

“Servono risposte concrete e immediate. Non è accettabile che in un momento cruciale per il futuro energetico del Paese si scelga di ridurre e stressare ulteriormente una forza lavoro già al limite”, concludono, annunciando che la mobilitazione proseguirà se non verranno fornite garanzie nei prossimi giorni.

Redazione

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