Il Silp Cgil torna a lanciare l’allarme sulla carenza di personale nei Commissariati di Pubblica sicurezza di Foligno e Città di Castello. Secondo il sindacato dei lavoratori di polizia, la situazione degli organici sarebbe ormai critica e avrebbe conseguenze dirette sulla capacità degli uffici di garantire i servizi richiesti dai cittadini.
A intervenire sono il segretario regionale umbro del Silp Cgil Libero Luchini e il segretario provinciale di Perugia Mirko Cerasoli, che parlano di una “preoccupante situazione” determinata dalla “gravissima carenza di personale”.
Servizi sotto pressione
Secondo il sindacato, la mancanza di agenti sta producendo “inevitabili, gravi e frequenti ripercussioni sull’efficienza dei basilari servizi demandati alle Forze di polizia”.
Tra le attività maggiormente interessate vengono indicate:
- il controllo del territorio;
- la vigilanza delle principali arterie stradali e delle stazioni;
- le pratiche amministrative richieste dai cittadini, come passaporti, licenze di porto d’arma e permessi di soggiorno;
- la gestione dell’ordine pubblico.
Il Silp Cgil sostiene di aver già portato la questione all’attenzione del questore di Perugia Dario Sallustio durante diversi incontri avuti fin dal suo insediamento.
“Foligno e Città di Castello ignorati dalle assegnazioni”
Il sindacato evidenzia come le recenti assegnazioni di personale decise a livello ministeriale abbiano riguardato altri uffici della Questura e i Commissariati di Assisi e Spoleto, senza però intervenire sulla situazione dei presidi di Foligno e Città di Castello.
“Entrando nello specifico – spiegano Luchini e Cerasoli –, abbiamo esternato al questore che, a seguito delle recenti assegnazioni di personale decise a livello ministeriale e rivolte esclusivamente ad alcuni uffici della Questura e ai Commissariati di Assisi e Spoleto, delle quali siamo ben lieti, non comprendevamo come fosse stato possibile l’aver ignorato i presidi di Foligno e Città di Castello, entrambi in estrema sofferenza da anni”.
Secondo il sindacato, i trasferimenti sarebbero stati spesso accompagnati da annunci pubblici di esponenti politici locali e nazionali, mentre i problemi degli altri commissariati sarebbero rimasti irrisolti.
Pensionamenti e trasferimenti hanno aggravato il problema
Il Silp Cgil riferisce che, negli incontri con il personale dei due commissariati, il questore Sallustio e il prefetto di Perugia Francesco Zito avevano manifestato consapevolezza della situazione e garantito un interessamento da parte delle autorità competenti.
“Nel corso di vari incontri avuti con il personale dei due Commissariati – fanno sapere ancora i segretari –, sia il questore Sallustio che il prefetto di Perugia, Francesco Zito avevano rappresentato di essere perfettamente consci della situazione e avevano rassicurato che la questione sarebbe stata certamente affrontata e risolta dalle competenti autorità”.
Il sindacato sottolinea però che, nel frattempo, alcuni agenti sono andati in pensione e altri sono stati trasferiti o aggregati ad altre sedi, aggravando ulteriormente la carenza di organico.
Chiesto un incontro alla presidente Proietti
Dopo le rassicurazioni ricevute e la mancata assegnazione di nuovi rinforzi, il Silp Cgil ha deciso di coinvolgere direttamente la Regione.
“Profondamente amareggiati e delusi delle rassicurazioni che avevamo ricevuto, il 19 agosto abbiamo scritto una lettera alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – rendono noto Luchini e Cerasoli –, alla quale abbiamo rappresentato le nostre preoccupazioni e chiesto un incontro che, ci auguriamo, voglia concederci al più presto”.
Il sindacato annuncia inoltre che si riserva ulteriori iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione dei commissariati di Foligno e Città di Castello.
Coinvolto anche il Dipartimento della Pubblica Sicurezza
Vista la gravità della situazione denunciata, la vicenda è stata portata anche all’attenzione della segreteria nazionale del Silp Cgil, che si è rivolta direttamente al Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
L’obiettivo è evidenziare le criticità legate agli organici e le conseguenze operative che, secondo il sindacato, potrebbero incidere sia sulle condizioni di lavoro degli operatori sia sulla qualità dei servizi garantiti ai cittadini.
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