Spoleto si ferma nel silenzio del dolore per rendere omaggio a Laura Papadia, la 36enne strangolata dal marito, Nicola Gianluca Romita, il 26 marzo scorso nella loro abitazione in via Porta Fuga. In concomitanza con i funerali celebrati a Palermo, città natale di Laura, l’amministrazione comunale umbra ha proclamato il lutto cittadino, un gesto simbolico per ricordare una giovane donna che aveva scelto Spoleto per costruire una nuova vita.
Laura si era trasferita nella cittadina umbra due anni fa, dove ricopriva il ruolo di vicedirettrice in un supermercato. Durante l’orario delle esequie, dalle 10 alle 11, le attività commerciali, sociali, sportive e produttive sono state sospese in segno di rispetto. A Palazzo comunale, le bandiere sono state esposte a mezz’asta e listate a lutto. In rappresentanza della città, l’assessora Luigina Renzi ha preso parte alla cerimonia funebre a Palermo su delega del sindaco Andrea Sisti.
Nella chiesa dei Vespri del cimitero di Sant’Orsola, a Palermo, parenti, amici e rappresentanti istituzionali si sono riuniti per dare l’ultimo saluto a Laura, divenuta simbolo tragico di un fenomeno che continua a colpire l’Italia: il femminicidio.
La mobilitazione in ricordo della 36enne ha coinvolto anche la comunità locale siciliana. Domenica mattina, centinaia di motociclisti provenienti da tutta l’isola hanno attraversato Palermo fino a monte Pellegrino, dove hanno scoperto una panchina rossa dedicata a Laura e a tutte le vittime di femminicidio. La manifestazione ha assunto un valore ancora più profondo per la presenza del padre di Laura, Maurizio Papadia, anche lui biker, circondato dall’affetto e dalla solidarietà dei suoi compagni di viaggio.
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