Deruta si stringe attorno alla famiglia di Aldo Biselli, l’imprenditore edile di 60 anni morto martedì mattina dopo la caduta dal tetto di un capannone delle Grandi Maioliche Ficola. Una tragedia che ha profondamente colpito la comunità, dove Biselli era molto conosciuto non soltanto per la propria attività professionale, ma anche per l’impegno sociale e per il legame con il mondo del calcio locale.
A testimoniare il dolore della città sono i numerosi messaggi di cordoglio arrivati nelle ore successive. Il Comune, come primo segno di vicinanza alla famiglia, ha deciso di annullare il concerto del Deruta soul festival previsto per la serata di martedì. L’amministrazione si è inoltre attivata per chiedere alla Prefettura di Perugia la proclamazione del lutto cittadino in occasione dei funerali, la cui data non è ancora stata resa nota.
Biselli lascia la moglie Michela e i figli Alberto e Francesco. Il sessantenne era contitolare di un’azienda di costruzioni e nel corso degli anni aveva costruito un rapporto stretto con la comunità derutese, partecipando a iniziative e mettendo il proprio tempo a disposizione anche in ambito sociale e sportivo.
Il ricordo del sindaco Toniaccini
Tra i messaggi più sentiti c’è quello del sindaco di Deruta, Michele Toniaccini, che ha ricordato Biselli sia dal punto di vista personale sia per il contributo dato alla città.
«È difficile trovare le parole giuste. Si tratta di una tragedia che ha colpito tutta la comunità, ferita per la perdita di una persona conosciuta sia sul piano professionale sia su quello umano», ha dichiarato il primo cittadino a Umbria24.
Toniaccini ha ricordato con affetto le iniziative condivise negli anni, descrivendo Biselli come «un uomo sensibile, generoso, vicino alle persone per le quali metteva a disposizione cuore e tempo» e come «un esempio virtuoso di valori umani che porteremo sempre con noi».
Proprio per dare un segnale pubblico del dolore che ha investito Deruta, il Comune ha avanzato la richiesta alla Prefettura per il lutto cittadino durante le esequie. Un’iniziativa che, nelle intenzioni dell’amministrazione, assume anche un significato più ampio.
«Qualcosa che vogliamo fare non solo per lui – ha spiegato Toniaccini – ma anche per tutti i morti sul lavoro, purtroppo sempre più frequenti. Ci teniamo quindi a dare un segnale forte anche da questo punto di vista».
Il dolore del Deruta San Nicolò
Particolarmente forte anche il cordoglio del mondo sportivo. Biselli era infatti dirigente della società di calcio Deruta San Nicolò, realtà alla quale aveva dedicato passione e impegno.
«Una presenza importante per il Deruta – ha scritto la società – che negli anni ha rappresentato e sostenuto con passione i nostri colori».
Il club ha rivolto le proprie condoglianze alla moglie Michela, ai figli Alberto e Francesco e ai fratelli Adriano, Antonio, Antonella e Angela, facendosi portavoce della vicinanza della società, della squadra e di tutti i tesserati.
Il messaggio si conclude con un ultimo saluto: «Ciao Aldo, grazie per tutto quello che hai fatto per il Deruta».
Il cordoglio della Regione Umbria
In serata è arrivata anche la vicinanza della Regione. La presidente Stefania Proietti ha espresso, a nome dell’amministrazione regionale, il cordoglio alla famiglia di Biselli, definendo quanto accaduto «una tragedia che colpisce una persona conosciuta e stimata, impegnata nel proprio lavoro e nella vita della sua comunità».
Proietti ha legato il ricordo dell’imprenditore anche al tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, sottolineando la necessità di rafforzare prevenzione e tutela per lavoratrici e lavoratori. «La sicurezza sul lavoro deve essere e sarà una priorità assoluta per l’Umbria», ha affermato.
La presidente ha inoltre annunciato che, oltre agli interventi già avviati dal 2025, nei prossimi mesi partirà una campagna regionale specificamente dedicata alla sicurezza sul lavoro, con l’obiettivo dichiarato di «arrivare a zero morti sul lavoro».
Intanto Deruta resta raccolta nel dolore. Dalle istituzioni al mondo dello sport, i messaggi restituiscono il ricordo di un uomo profondamente inserito nella vita della propria comunità, conosciuto per il lavoro, per l’impegno sociale e per la passione dedicata al calcio cittadino.
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