Un recente studio condotto nell’ambito del programma Age-It, coordinato dall’Università di Firenze con la partecipazione di venti atenei e centri di ricerca, ha permesso di mappare il rischio di criticità nell’assistenza agli anziani in Umbria. Città di Castello, Gubbio e Todi emergono come i comuni di maggiori dimensioni con un rischio classificato come “medio”. Accanto a questi, circa una ventina di altri comuni più piccoli, situati in aree interne, presentano livelli di rischio simili o addirittura “alti”.
Il progetto si basa su un nuovo indice elaborato incrociando vari parametri, come la densità della popolazione anziana, la distanza dagli ospedali, la disponibilità di caregiver familiari (relazione percentuale tra over 80 e parenti di età tra 50 e 64 anni), e i tassi di fecondità ed emigrazione. Questi fattori hanno permesso di creare una scala geografica che classifica i comuni da “polo” a “periferico”.
Comuni a rischio elevato: Scheggia e Pascelupo, Pietralunga, Costacciaro e Poggiodomo
L’indagine, i cui dettagli sono riportati nel libro Avanzare insieme nella società anziana – Considerazioni multidisciplinari sulla domanda di assistenza agli anziani in Italia, ha individuato quattro comuni umbri con il rischio potenziale “alto” più significativo. Si tratta di Scheggia e Pascelupo, Pietralunga, Costacciaro e Poggiodomo, quest’ultimo il comune più piccolo della regione. Questi territori, caratterizzati da una scarsa densità abitativa e da una maggiore distanza dai servizi, affrontano le sfide più difficili nel garantire un’adeguata assistenza agli anziani.
Rischio medio: 18 comuni sotto osservazione
Oltre a Città di Castello, Gubbio e Todi, altri 15 comuni umbri sono classificati come a rischio “medio”, con una potenziale carenza nei servizi di cura per gli over 80. L’elenco comprende: Cascia, Cerreto di Spoleto, Ficulle, Lisciano Niccone, Monte Santa Maria Tiberina, Montecchio, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Norcia, Paciano, Panicale, Parrano, Polino, Preci e Sellano. Questi comuni, spesso situati in aree montane o isolate, condividono problematiche legate alla distanza dai centri urbani e alla carenza di risorse locali.
Comuni a basso rischio: i poli della regione
La maggior parte dei comuni umbri rientra nelle categorie di rischio “basso” o “molto basso”. Tra quelli a rischio ridotto si trovano Umbertide, Marsciano, Castiglione del Lago e Città della Pieve. Nel gruppo con il rischio minimo si annoverano invece Perugia, Terni, Foligno, Spoleto, Orvieto, Narni, Assisi, Magione, Deruta e Bastia Umbra. Questi territori beneficiano di una maggiore vicinanza agli ospedali e di una rete di servizi più strutturata.
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