La Uil Pensionati dell’Umbria ha espresso una forte delusione riguardo alla terza Manovra del Governo Meloni, con particolare riferimento agli aumenti delle pensioni minime. “Una beffa, oltre al danno, per le pensioni minime anche degli umbri, che si trovano ad aumentare di soli tre euro”, ha dichiarato Elisa Leonardi, segretaria generale della Uil Pensionati Umbria, sottolineando come la situazione pensionistica regionale fosse già particolarmente critica.
Secondo Leonardi, “la base di partenza dei nostri assegni previdenziali fosse già ampiamente più bassa della media nazionale”, a causa di salari inferiori e di una bassa considerazione del lavoro svolto. Questo scenario, ha proseguito, rende ancora più evidente la mancanza di misure adeguate nella manovra finanziaria per sostenere gli anziani e affrontare problematiche strutturali come l’accesso ai servizi pubblici e la sanità. “Non possiamo dunque esprimere che profonda delusione”, ha affermato, evidenziando come il centrodestra non abbia adeguatamente considerato le necessità delle fasce più fragili della popolazione.
Leonardi ha inoltre evidenziato che in Umbria gli assegni pensionistici risultano in media “più bassi di almeno 100 euro rispetto alla media nazionale”, un dato che la segretaria definisce “di profonda gravità” e che potrebbe avere conseguenze preoccupanti sulla tenuta sociale della regione, già fortemente penalizzata da lavoro precario e salari bassi.
“Riteniamo che la Manovra avrebbe dovuto considerare di più la questione dell’assistenza agli anziani e alla disabilità”, ha concluso Leonardi, rimarcando la necessità di interventi urgenti in un contesto come quello umbro, dove precarietà e difficoltà economiche rappresentano una vera emergenza.
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