Dà fuoco alla cella poi si barrica in bagno: ancora tensione al carcere di Capanne

Sono intervenuti quattro agenti penitenziari per spegnere le fiamme, che nell'operazione sono rimasti intossicati. Intervento duro di Uilpa e Sappe

carcere

Ancora altissima tensione al Carcere di Capanne, stretto fra sovraffollamento e gesti estremi. La Uilpa Uil dell’Umbria fa sapere che nel pomeriggio (attorno alle 18) del 29 aprile un detenuto ha appiccato un incendio all’interno della cella.

Secondo quanto si apprende, l’uomo ha dato alle fiamme il materasso e diversi suppellettili, prima di barricarsi in bagno. Sono intervenuti quattro agenti penitenziari per spegnere le fiamme, che nell’operazione sono rimasti intossicati. Proprio per situazioni come queste e per le continue e reiterate aggressioni agli agenti, era già stata chiesta dal sindacato autonomo Sappe una ispezione ministeriale.

Dopo l’episodio, il Sappe reitera la richiesta: “Sono stati momenti ad altissima tensione. Dopo dieci minuti, gli eroici Baschi Azzurri sono riusciti a tirare fuori dalla cella il detenuto e, contestualmente, ad evacuare la Sezione portando tutti i detenuti al passeggio. I detenuti, tutti, sono stati visitati e per fortuna non è stato riscontrato nulla di grave: 4 poliziotti, invece, sono stati condotti all’ospedale Silvestrini e sottoposti alle cure”, sottolinea Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria.

“Necessario – prosegue – che vengano accertati dal Ministero significative disfunzioni e inconvenienti che riflettono sulla sicurezza e sulla operatività della Casa Circondariale e del personale di Polizia Penitenziaria (che vi lavora con professionalità, abnegazione e umanità nonostante una grave carenza di organico ed una organizzazione del lavoro assolutamente precaria e fatiscente) ed assuma gli opportuni provvedimenti”.

Donato Capece, segretario generale delo stesso sindacato, esprime profonda preoccupazione per la sicurezza degli agenti: “La violenza e la tensione che vivono i poliziotti sono inaccettabili; gli agenti rischiano ogni giorno la propria incolumità”. Capece ha sottolineato la necessità di un intervento dello Stato, criticando la gestione attuale e chiedendo una “tolleranza zero” verso i detenuti violenti, “che, anche in carcere, sono convinti di poter continuare a delinquere nella impunità assoluta”.

 

Redazione

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